Giornata europea privacy: occhi puntati sul cyberbullismo

“Quando ti connetti ai social network, connetti anche la testa!” Perché “con i social network entri in contatto con gli altri, condividi idee ed emozioni, cerchi e trovi informazioni. Queste nuove forme di comunicazione offrono enormi opportunità, ma presentano anche dei rischi che è bene conoscere”. All’uso consapevole dei social network e ai rischi cui si può incappare online, in particolar modo al sempre più diffuso cyberbullismo, è dedicata l’odierna Giornata europea della privacy, che l’Autorità italiana celebra con un video tutorial su come usare il web in modo sicuro e consapevole.

Il video, disponibile online sul sito dell’Autorità, ricorda le infinite potenzialità del web per comunicare e connettersi al mondo, ma evidenzia anche la necessità di farne un uso accorto, cercando di essere responsabile quando si posta qualcosa online, specialmente nel caso di informazioni personali. Tutto questo richiede di porsi alcune domande. Una riguarda appunto la condivisione delle informazioni personali, che possono rimanere online per sempre e dunque diventare sgradevoli sia agli occhi dei genitori sia a quelli di un futuro datore di lavoro. Il Garante ricorda la necessità di interrogarsi. “Le cose che pubblichi online possono offendere qualcuno?”, una delle domande da porsi, insieme alla consapevolezza che esistono dei ladri di identità che potrebbero rubare i dati personali immessi online e sui social network. “La miglior difesa – ricorda il Garante Privacy – è informarsi sulla privacy” attraverso il controllo delle impostazioni presenti sui social network utilizzati.

In occasione della Giornata, il Garante mette online anche un breve questionario – “Controlla quanto sei smart o se hai ancora bisogno di prepararti per non cadere nelle trappole della Rete!” – e una vademecum con i consigli dell’Autorità. L’obiettivo delle iniziative è quello di “sensibilizzare i giovani sui pericoli di un uso poco avveduto o poco responsabile di queste nuove forme di comunicazione”. Uno dei temi che più preoccupa è appunto il cyberbullismo.

“Bisogna mettere in evidenza i lati oscuri della rete e allertare sugli aspetti distorsivi che possono emergere dall’uso di questo strumento –  ha detto il Garante Privacy Antonello Soro, ospite oggi di Unomattima su Rai1 – Lungi da noi l’atteggiamento proibizionistico e ostile. Dobbiamo fare di tutto per evitare la demonizzazione dell’uso della rete e dei social network, di tutto ciò che è nuova comunicazione e ha cambiato il modo di fare comunicazione” ha spiegato il Garante della Privacy. Però non bisogna dimenticare i rischi del cyberbullismo che “é un fenomeno sottovalutato rispetto ad altri” e per questo è necessario “mettere insieme l’Università, la scuola, le Regioni e le famiglie”. Proprio al rischio cyberbullismo è dunque dedicato il focus online realizzato in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali, iniziativa promossa dal Consiglio d’Europa con il sostegno della Commissione europea e di tutte le Autorità europee per la protezione dei dati personali e che, a partire dal 2007,  si celebra in tutta Europa il 28 gennaio.

L’obiettivo è quello di aiutare i ragazzi a servirsi di questi strumenti di libertà in maniera consapevole e sicura, di promuovere una forte cultura del rispetto e del valore che rappresenta la protezione dei dati personali. “Quando pubblichiamo i nostri dati pensiamo che siano affidati a persone amiche, in realtà li rendiamo disponibili anche a persone lontane da noi. Qui nasce il bullismo cybernetico e la solitudine della vittima. E i bulli non hanno la sensazione di essere tali”, ha sottolineato sempre a Unomattina il Garante per la Privacy Soro.

La dimensione di questo fenomeno è sempre più evidente. Facebook e smartphone sono fenomeni di massa e otto tredicenni su dieci hanno un profilo sul social network. Le molestie dei bulli viaggiano sempre più spesso sul web, ha evidenziato una recente ricerca della Società Italiana di Pediatria, che sottolinea proprio un aumento del cyberbullismo – persecuzioni, offese e molestie fatte in rete e attraverso i social network –  ormai registrato dal 43% degli adolescenti, percentuale che sale al 62% tra i grandi utilizzatori della rete. È un fenomeno che preoccupa anche perché il bullismo elettronico, ha spiegato la ricerca, permette un maggiore anonimato e può essere nascosto, realtà sommersa che aumenta il disagio della vittima.

Intanto, in ambito europeo, dati del 2011 indicano che il 74% degli europei pensa che condividere informazioni personali faccia parte della società contemporanea, il 90% vuole gli stessi diritti di protezione della privacy in tutta Europa e il 43% degli utenti internet pensa di aver dovuto fornire più dati personali del necessario. In occasione della Giornata, la Commissione europea ha proposto oggi una riforma globale della normativa UE del 1995 in materia di protezione dei dati, nell’intento di rafforzare i diritti della privacy online e stimolare l’economia digitale europea. “Solo 17 anni fa nemmeno l’1% degli europei sapeva usare Internet. Oggi non si contano i dati personali trasferiti e scambiati attraverso i continenti e per l’intero globo in qualche frazione di secondo – ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria UE per la Giustizia – La protezione dei dati personali è un diritto fondamentale di tutti gli europei, eppure non sempre i cittadini sentono di avere il pieno controllo dei propri dati. Le nostre proposte creeranno fiducia nei servizi online visto che saremo tutti più informati sui nostri diritti e avremo un maggiore controllo di tali informazioni”.

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