Giornata Mondiale Risparmio, Acri: italiani risparmiatori

Italiani propensi al risparmio. Anche per necessità. Il numero di italiani orientati al risparmio rimane elevato: sono l’86% (come nel 2017); di questi sono il 38% quelli che non vivono tranquilli senza mettere da parte qualcosa (erano il 37%). E’ l’incertezza a influenzare le decisioni di consumo o risparmio dei cittadini. E’ questa la fotografia scattata dall’indagine “Gli italiani e il risparmio” di Acri realizzata con Ipsos in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio.

“Etica del risparmio e sviluppo”, è il tema della 94ª Giornata Mondiale del Risparmio che si celebra domani 31 ottobre. Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), insieme ad Ipsos, ha indagato su quali siano oggi l’atteggiamento e la propensione degli italiani verso il risparmio, evidenziando i cambiamenti rispetto al passato.

Forte la tensione al risparmio

Aumenta di 2 punti percentuali la quota di italiani che affermano di aver risparmiato negli ultimi dodici mesi: passano dal 37% del 2017 al 39% attuale, mentre diminuiscono coloro che consumano tutto il reddito (il 37%, erano il 41% nel 2017). Diminuisce il numero di coloro che intaccano il risparmio accumulato (dal 16% dello scorso anno al 14% attuale), ma aumentano coloro che ricorrono a prestiti (sono l’8% contro il 5% del 2017).

Le famiglie con trend di risparmio positivo sono il 29%, il dato più elevato della serie storica, in aumento rispetto al 2017-2016-2015 (+2 punti) e ancor di più rispetto agli anni precedenti (+9 punti percentuali rispetto al 2014, +15 rispetto al 2013, +13 rispetto al 2012 quando il dato era il 16%).

Consumi sempre più accorti
Da una parte ci sono coloro che sono stati effettivamente colpiti in modo serio dalla crisi. Chi ha sperimentato qualche difficoltà ha una forte virata verso la razionalizzazione dei consumi: riduce quelli legati al fuori casa, abbigliamento, elettronica ed elettrodomestici e spese per l’auto; mantiene invece il proprio livello di spesa per telefono e telefonia e per i consumi alimentari e la casa

Chi non ha difficoltà aumenta i propri consumi di elettronica, telefonia, prodotti alimentari, spostamenti e veicoli; tende a rimanere più attento sul fuori-casa e riguardo alle spese di abbigliamento.

Cosa rappresenta per gli italiani il risparmio?

Per il 64% significa attenzione alle spese superflue ed evitare gli sprechi, per il 18% è aderire a offerte vantaggiose, per il 9% rimandare le spese considerate superflue, per il 9% guadagnare più di ciò che si spende.

Quando gli italiani pensano al risparmio l’approccio è positivo (82%), legato all’idea della tranquillità (39%), della tutela (21%) o della saggezza (19%). Però il risparmio è anche sacrificio per il 30%, cioè una rinuncia a consumare oggi, o una situazione che ricorda la crisi (7%). Il risparmio è anche molto legato all’idea di futuro (27%), al pensiero di cosa succederà, a farsi trovare pronti per il domani. Infatti, si risparmia soprattutto per tutelarsi personalmente dai rischi futuri (37%) o per accumulare risorse per un progetto da realizzare (26%).

Le prospettive dell’Italia fortemente legate all’Europa

Se da una parte è forte la delusione per i progressi del processo di unificazione europea (il 53% ha una bassa fiducia), dall’altra ancor più che in passato si ritiene fondamentale la scelta europeista del Paese (il 66% ritiene che l’uscita sarebbe un danno per il Paese, in crescita rispetto al 61% del 2017.

L’Euro lentamente riguadagna consensi. Gli insoddisfatti dell’euro, sia pur ancora in netta maggioranza, scendono: erano il 74% nel 2014, il 65% nel 2017, sono il 63% oggi. I più soddisfatti sono i giovani (43%) e gli abitanti nel Nord Ovest (46%). Sempre più italiani sono convinti che, in una prospettiva di medio periodo, rimanere nell’euro sia la scelta più idonea (il 56% ritiene che sarà un vantaggio, contro il 29% che preferirebbe non avere l’euro in futuro).

Etica e risparmio
Cresce anche il valore sociale che al risparmio viene attribuito: l’80% degli italiani ritiene, infatti, che sia utile per lo sviluppo sociale e civile del Paese.

Le aziende devono meritarsi la fiducia dei cittadini, dei consumatori, dei risparmiatori: per ottenerla – secondo il 79% degli italiani – devono essere attente alle conseguenze delle loro azioni sull’ambiente e sul tessuto sociale. Il consumatore sollecita le aziende ad operare in modo responsabile e sostenibile: il 68% della popolazione mondiale ritiene che le aziende che avranno successo sono quelle che non si limiteranno a fornire buoni prodotti o servizi, ma che daranno un contributo positivo alla società.

L’investimento ideale non esiste più

Gli italiani si dividono in 3 gruppi quasi omogenei: il 30% ritiene che l’investimento ideale proprio non ci sia (-3 punti rispetto al 2017), il 32% lo indica negli immobili (+1 punto sul 2017), il 31% indica gli investimenti finanziari reputati più sicuri. Ultimi, con il 7%, sono coloro che indicano come ideali gli strumenti finanziari più rischiosi.

Un commento a “Giornata Mondiale Risparmio, Acri: italiani risparmiatori”

  1. ermenegildo di carne ha detto:

    Adesso il risparmiatore tipico italiano quello per capirci che “STRINGE LA CINGHIA” è PRESO DI MIRA DAL FISCO…aleggia l’aria di effettuare PRELIEVI FORZATI dai conti correnti dei risparmiatori quindi DOPPIA PUNIZIONE 1 riduce la qualita’ della vita 2 si vede rubare i sacrifici fatti mentre le Banche che prestano soldi incautamente senza le garanzie sufficienti (vedi MPS e Antonveneta) aspettano il ripianamento dall’Erario Statale (in parole povere le tasse che pagano i residenti in Italia)…..non si finisce mai di favorire i furbi.