TopNews. #HCGoesToAthens. Valori europei vs estremismi ideologici

La prima giornata del Seminario “Riaffermare l’Europa”, organizzato dal Comitato economico e sociale europeo, è ormai entrata nel vivo della discussione. Come può l’Europa far fronte alle sfide che le si pongono davanti? Multiculturalismo, declino della solidarietà, ascesa dei nazionalismi e illiberismi sono stati al centro del dibattito tra i professionisti della comunicazione. Si è parlato molto di Europa ad Atene, e si è parlato tanto anche di Italia.

Il nostro Paese ha i riflettori puntati da parte di molti osservatori interessati a capire alcune delle diverse dinamiche che hanno portato all’attuale situazione politica, nella quale i partiti tradizionali sembrano aver perso totalmente la loro direzione facendo spazio a nuove forze “dal basso”.

In Italia, come in altri paesi Ue, le forze populiste hanno acquisito sempre più margine sull’elettorato ed è quindi naturale provare a capire in che modo l’Europa intende affrontare la nuova sfida che ha davanti.

Facciamo abbastanza per salvaguardare l’Europa e i suoi valori? Se lo chiede il Presidente del CESE, Luca Jahier, che sottolinea la totale impossibilità di tornare ai format di nazione che i populisti vorrebbero riportare in auge. Va invece definire chiaramente “Chi siamo e per cosa si batte l’UE”. “Stare sulla difensiva”, afferma Jahier, “non ci permette di agire. Dobbiamo invece assumere un atteggiamento offensivo se vogliamo davvero difendere e preservare i nostri valori in Europa”. E aggiunge: “Per combattere la negatività, le divisioni e i discorsi distruttivi è necessario sdradicare le cause dello scontento popolare i ricostruire il fondamento morale del nostro modello democratico fondato su libertà, uguaglianza e solidarietà”.

Attenzione però a non confondere il populismo con una ideologia vera e propria: “Si tratta più che altro di una pratica facile che contrasta nettamente con i valori comuni”, dichiara Georgios Markopouliotis, capo rappresentanza del Comitato in Grecia. 

Cosa fanno i non-populisti per contrastare i populisti? È stata un’altra domanda al centro della discussione della giornata. Per Andrej Zaslove, professore al dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Radbaud (Olanda), “l’errore più grande è pensare di contrastare il populismo screditando le sue idee”. “Bisogna, infatti, considerare che esse prendono il via da bisogni e temi che per lungo tempo non sono entrati nell’agenda politica nazionale ed europea. Occorre quindi considerare e affrontare queste questioni alla luce dei valori fondanti dell’Europa”.

In questo quadro generale, dove si collocano le nuove generazioni? Paula Guisado, giovano giornalista per El Mundo, sottolinea la mancanza di memoria da parte di molti ragazzi. “In tanti associamo l’idea di Europa a quella di Erasmus e università all’estero, ma in pochi conosciamo realmente i motivi profondi che hanno portato alla nascita dell’Europa: la guerra, la distruzione, la morte, la mancanza di libertà”. La riaffermazione dell’Europa e dei suoi valori dovrebbe, forse, passare anche da una maggiore consapevolezza della storia.

I lavori del Seminario continueranno domani con diretta su Twitter su @HelpConsumatori e @ELeoparco.

 

Notizia pubblicata il 22/11/2018 ore 17.17

 

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