Impianti di risalita, Altroconsumo: rincari a due cifre

Anche sciare quest’anno costerà di più. E’ quanto emerge da un’indagine di Altroconsumo che ha messo a confronto i prezzi degli impianti di risalita in 13 località sciistiche giungendo alla conclusione che le tariffe sono aumentate dappertutto ad eccezione del Friuli e dell’Abetone dove i prezzi sono rimasti invariati rispetto allo scorso anno.

Tra quelle prese in esame (Cervinia, Courmayeur, Bormio, Livigno, Madonna di Campiglio, Plan de Corones, Val Gardena, Cortina d’Ampezzo, Sella Nevea, Tarvisio, Abetone, Corno alle Scale e Rocccaraso) la località più economica è Corno alle Scale, 1900 metri d’altezza sull’appennino bolognese: per sciare bastano 30 euro al giorno, mentre ne servono 104 se si acquista il pacchetto valido per cinque giorni. La più dispendiosa in assoluto, invece, è Plan de Corones, vetta di 2300 metri sul versante sud della Val Pusteria: 44 euro per il giornaliero, 195 per il mini abbonamento. Piuttosto caro risulta anche Courmayeur: 43 euro per un giorno, 182 per cinque durante le vacanze natalizie. Nella catena alpina, le stazioni sciistiche più economiche si trovano in Friuli: a Tarvisio e a Sella Nevea lo skipass giornaliero costa 31 euro, 130 quello valido per cinque giorni.

Quanto agli aumenti, se – come dicevamo – in Friuli e sull’Abetone i prezzi sono invariati – e a Cervinia e a Madonna di Campiglio i rincari sono inferiori al 3%, dunque pari all’inflazione, in tutti gli altri casi l’aumento è ben più alto: dal +11% di Corno alle Scale sulla singola sciata al +8,8% di Roccaraso se si opta per la settimana bianca. Il trend di crescita risulta ancora più evidente se confrontato con i prezzi del 2009: quasi tutti gli impianti hanno adeguato i listini ben sopra all’inflazione. A proposito spicca Madonna di Campiglio: +15,2% per chi sceglie di sciare cinque giorni rispetto a due stagioni fa.

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