Imu, AACC: stangata su imprese ricade sui consumatori

E’ iniziato il conto alla rovescia sull’Imu: il Consiglio dei Ministri di domani dovrebbe decidere le sorti della tassa sugli immobili. E c’è chi inizia a fare i conti. Secondo Confartigianato a pagare di più il passaggio dall’Ici all’Imu sono state le imprese, visto che il 50,6% dei Comuni italiani ha aumentato l’aliquota base da applicare agli immobili produttivi, portando l’aliquota media nazionale al 9,4 per mille, a fronte del valore base del 7,6 per mille. “L’allarme lanciato da Confartigianato, purtroppo, non si circoscrive unicamente alle imprese” ribadisce Federconsumatori secondo cui sui cittadini si abbatterà una stangata di 1492 euro a famiglia, per effetto dell’Imu e dell’aumento di prezzi e tariffe.

“Vogliamo ribadire una volta per tutte, infatti, che qualsiasi costo o aggravio a carico delle imprese inevitabilmente ricade sulla determinazione dei prezzi e delle tariffe” scrive l’Associazione dei consumatori.

Secondo quanto calcolato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori le ricadute indirette dovute al pagamento dell’Imu da parte di aziende, esercenti, sui prezzi e sulle tariffe è pari complessivamente a 480 euro annui a famiglia. Cifra che si aggiunge a quanto i cittadini dovranno pagare in termini diretti per tale imposta e che si somma alla stangata del 2013 per l’aumento di prezzi e tariffe, che complessivamente comporta aumenti pari a +1.492 euro a famiglia.

“Per questo è urgente ed indispensabile che il Governo decida immediatamente di eliminare l’Imu sulla prima casa, fatta eccezione per abitazioni di lusso e le ville. In caso contrario, tra costi diretti e ripercussioni indirette dovute all’applicazione di tale imposta, i cittadini si troveranno a far fronte a costi insostenibili, pari a circa +683 euro annui”.

Un importo che equivale, per fare un esempio, a un mese e mezzo di spesa alimentare di una famiglia media. “Inutile sottolineare che, per far fronte a tale costo, le famiglie dovranno tagliare ulteriormente i propri consumi, alimentando sempre di più la spirale recessiva in cui da anni è precipitata la nostra economia – dichiarano i Presidenti di Federconsumatori e Adusbef Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Agire sull’IMU non sarà però sufficiente a rilanciare la domanda interna e lo sviluppo economico: ulteriori passi fondamentali da compiere sono eliminare categoricamente l’incremento dell’IVA, che avrà effetti deleteri per l’intera economia, nonché agire concretamente per la ripresa degli investimenti destinati all’occupazione e alla crescita”.

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