Inflazione annua al 2,8%, volano i carburanti

L’inflazione media annua del 2011 è del 2,8%, in sensibile aumento rispetto all’1,5% registrato nel 2010. A dicembre si registrano forti rialzi per i prezzi dei carburanti: su base mensile, il prezzo della benzina aumenta dell’1,9%, il prezzo del gasolio per mezzi di trasporto segna un rialzo del 5,6%.Sono le stime preliminari dell’Istat, che evidenziano come nel mese di dicembre l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti dello stesso mese dell’anno precedente (lo stesso valore registrato a novembre).

Rispetto al 2010, i maggiori tassi di crescita riguardano i Trasporti (+7,1%), l’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,3%) e le Bevande alcoliche e tabacchi (+6,0%) mentre risultano in flessione i prezzi delle Comunicazioni (-2,0%).Nel confronto mensile, invece, spicca l’aumento sostenuto dei beni energetici a più 1,7% rispetto al mese di novembre e con un tasso tendenziale di crescita del 13,7%.

Un’analisi più dettagliata dell’andamento dei prezzi mette in evidenza l’elevata crescita tendenziale, nel settore degli alimentari, di caffè e zucchero: questi due prodotti aumentano rispettivamente del 16,8% e del 17,2% rispetto al 2010, con un aumento mensile dello 0,6% e dello 0,3%. Il prezzo del cioccolato aumenta dello 0,4% rispetto al mese di novembre e del 4,1% rispetto al 2010. Formaggi e latticini registrano un aumento mensile dello 0,3% e una crescita annua del 5%. Diminuiscono invece i prezzi della frutta fresca, sia su base mensile (-2,4%) sia su base annuale (-0,3%). Nel comparto alimentari si segnalano però gli aumenti congiunturali dei prezzi della Carne ovina e caprina (+1,5%, +2,4% in termini tendenziali) e bovina (+0,4%, +2,7% su base annua).

I carburanti volano. Nel confronto mensile, il prezzo della benzina aumenta dell’1,9% mentre il relativo tasso di crescita tendenziale scende al 15,8% (dal 16,6% di novembre). Il prezzo del gasolio per mezzi di trasporto segna un rialzo congiunturale del 5,6% e cresce su base annua del 24,3% (in accelerazione dal 21,1% del mese precedente). Aumenta anche il prezzo del gasolio per riscaldamento, che segna un più 2,1% su base mensile e più 16,8% su base annuale.

Aumenti consistenti su base mensile ci sono per i trasporti e in particolare per il trasporto aereo, che rincara del 18,3% rispetto a novembre e dell’8,7% su base annuale. Un aumento marcato si registra anche per i prezzi del trasporto marittimo (più 10,5% su base mensile, più 18,3% su base annuale) mentre i prezzi del trasporto ferroviario passeggeri fanno rilevare un aumento congiunturale del 2,1% e annuale del 9,8% (in aumento rispetto a novembre).

Le stime dell’Istat vengono accolte con allarme dalle associazioni dei consumatori che denunciano il peso degli aumenti dei carburanti e chiedono un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.

“Nel 2011 si è registrato il tasso di inflazione più alto dal 2008. Si tratta di un dato gravissimo, che appare ancora più allarmante se relazionato al contesto in cui si è registrato. L’economia italiana, infatti, attraversa una fase di profonda crisi dei consumi, dettata dalla caduta verticale del potere di acquisto delle famiglie – affermano Federconsumatori e Adusbef – È evidente che le volontà speculative continuano a prevalere sulle sane logiche di mercato. Non vi è altra spiegazione, infatti, per una simile crescita dei prezzi nonostante il disastroso andamento dei consumi”. La stima per il 2012 è quella di una stangata di oltre 2100 euro a famiglia.

Adiconsum chiede al Ministero dello Sviluppo Economico di convocare un tavolo concertativo con associazioni dei consumatori e petrolieri. Afferma il segretario generale Pietro Giordano:  “Impossibile continuare con gli aumenti indiscriminati dei carburanti che si ripercuotono inevitabilmente sui prezzi dei prodotti indispensabili per i consumatori. Il Governo tagli le accise  e i petrolieri blocchino gli aumenti dei carburanti. L’aumento delle accise e dell’Iva come era prevedibile e previsto pesa enormemente su tutta la filiera dei prodotti trasportati su gomma e non solo, oltreché sull’aumento dei servizi come ad esempio il trasporto aereo”.

L’Adoc a sua volta prevede, in combinazione con le manovre economiche, effetti recessivi con una riduzione complessiva del Pil pari al 7% della ricchezza lorda. Afferma l’associazione: “L’inflazione a consumi costanti dovrebbe attestarsi al 6%. Le famiglie italiane stanno tagliando i costi di oltre il 10% della spesa quotidiana. Il dato ufficiale del 2,8% sta a significare che gli aumenti per le spese obbligatorie sono talmente alti da compensare la forte riduzione dei consumi”. “Le famiglie italiane – conclude Carlo Pileri, presidente dell’associazione – stanno pagando la crisi economica con minore reddito e maggiori costi nei confronti di monopolisti e Stato”.

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