Integratori, allarme DMAA. Il Ministero precisa: sostenza vietata

L’allarme arriva dagli Stati Uniti d’America ma si è diffuso anche in Europa. La Food & Drug Administration, ente governativo statunitense per la regolamentazione dei farmaci, ha lanciato l’allerta ad aziende e consumatori dopo 86 segnalazioni di malattie e morti legate agli effetti collaterali della dimetilamilamina (dmaa), uno stimolante naturale contenuto in diversi integratori usati per perdere peso e dagli sportivi per migliorare le proprie performance. La dmaa – un derivato dell’olio di geranio – può essere molto pericolosa, soprattutto se associata alla caffeina. Messa al bando dall’Agenzia mondiale antidoping (Wada) nel 2009, e vietata anche in Italia, la dimetilamilamina continua a circolare indisturbata: si può facilmente acquistare su internet e gli integratori alimentari che la contengono, provenienti da Usa e Canada, continuano a essere distribuiti anche in Europa, come dimostrano le segnalazioni al Rasff, il sistema di allerta rapido sul cibo. La Svezia si è appellata al Rasff spiegando che prodotti con dmaa provenienti da Stati Uniti e Canada (via Polonia) sono stati distribuiti a 34 Paesi europei, tra cui l’Italia. Negli Stati Uniti, la Fda ha chiesto a 11 aziende di sospendere la produzione di integratori con la dmaa (come Jack3D e Oxy Elite Pro), dato che sono illegali: tutte tranne una hanno deciso di interromperne il commercio. L’ente ha quindi esortato i consumatori a non comprare questi prodotti e comunque controllare sempre le etichette degli integratori.

Il nostro Ministero della salute ha precisato che l’immissione in commercio di tutti gli integratori in Italia è soggetta all’obbligo di notifica dell’etichetta al Ministero della salute, attraverso l’esame della quale viene fatta una valutazione dell’idoneità del prodotto caso per caso. All’occorrenza, viene anche richiesto alle Imprese di presentare specifica documentazione che ne attesti la conformità alla normativa vigente. La dimetil-amil-amina (DMAA) valutata negativamente dagli esperti della Commissione Unica per la Dietetica e la Nutrizione (CUDN), sulla base dei dati della letteratura scientifica e anche a seguito di apposite indagini analitiche, non rientra nella naturale composizione dell’olio di geranio, contrariamente a quanto affermato.

Conseguentemente, la presenza della sostanza in prodotti con costituenti naturali deriva da una aggiunta fraudolenta. Il Ministero della salute, a seguito delle valutazioni della CUDN ha da tempo vietato l’uso della sostanza negli integratori alimentari. Di conseguenza non sono disponibili sui canali ordinari del mercato italiano prodotti legalmente commercializzati contenenti DMAA. Il Ministero della salute, considerando l’esigenza di rendere più efficaci i controlli anche sui nuovi canali distributivi, ad esempio internet, ha da tempo avviato un protocollo di intesa con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e il Comando Carabinieri per la tutela della salute (NAS) per intensificare la lotta alla contraffazione di prodotti presentati come “naturali”, ma contenenti in realtà sostanze non ammesse e quindi illegali.

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