Istat: inflazione all’1,2% ad agosto. Consumatori: serve concorrenza

Nel mese di agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e resta stabile all’1,2% su base annua (la stima provvisoria era +1,1%). L’inflazione acquisita per il 2013 sale all’1,4% dall’1,2% di luglio. Lo comunica l’Istat. Frena il carrello della spesa. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza registrano una variazione congiunturale nulla e crescono su base tendenziale dell’1,7%, in rallentamento di tre decimi di punto percentuale dal 2% del mese precedente. Invariati su base mensile risultano anche i prezzi dei prodotti a bassa frequenza.Per contro, i prezzi dei prodotti a media frequenza di acquisto registrano un aumento congiunturale dello 0,9%, cosicché il tasso tendenziale di crescita aumenta, portandosi all’1,2% (dal +1% di luglio).

“Una pessima notizia” commenta il Codacons: “Nonostante l’ulteriore crollo della domanda dovuto al periodo di ferie ed il rallentamento dei prezzi dei carburanti (benzina -2,1%, gasolio -2,8% su base annua), l’inflazione non scende. Una dimostrazione del fatto che in Italia non c’è concorrenza e che il Governo dovrebbe combattere gli oligopoli e fare le liberalizzazioni” spiega l’Associazione sottolineando che le famiglie devono, anche, confrontarsi con l’aumento del carrello della spesa che è rincarato dell’1,7%, ben al di sopra dell’indice generale.

“Tradotto in cifre, l’aumento dell’1,7% significa, in termini di aumento del costo della vita, che una famiglia media di 3 persone, per la sola spesa di tutti i giorni, spenderà 237 euro in più rispetto ad un anno fa. Una stangata superiore all’Imu sulla prima casa abolita nei giorni scorsi dal Governo e pari, in media, a 225 euro” afferma il Codacons.

Negative anche le previsioni di spesa effettate da Federconsumatori e Adusbef: “L’aumento complessivo relativo a prezzi e tariffe calcolato dal nostro osservatorio a fine 2013 raggiungerà quota +1.492 Euro” ritiene l’Associazione secondo cui i consumi sono in forte contrazione (nel biennio 2012-2013 la caduta complessiva della spesa delle famiglie si attesterà circa a -59 miliardi di Euro); la produzione industriale è in calo del -4,3% su base annua, il tasso di disoccupazione tocca quota 12% (mentre quella giovanile ha superato la soglia del 39,5%).

“Tale andamento non lascia intravedere alcuno spiraglio di ripresa. Per questo è fondamentale che il Governo dia risposte concrete in tema di occupazione e rilancio del potere di acquisto delle famiglie.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

In tal senso, oltre ad un controllo più attento sull’andamento dei prezzi e delle tariffe, le Associazioni chiedono interventi immediati per il rilancio degli investimenti destinati a sviluppo e  ricerca, a partire dagli investimenti per le reti e le infrastrutture digitali, indispensabili per un ammodernamento del nostro Paese.

Secondo Coldiretti, invece, l’inflazione che aumenta ha come diretta conseguenza un cambiamento nei  comportamenti dei consumatori: oltre la metà degli italiani (52 per cento) nel momento di fare la spesa sono costretti a fare lo slalom tra le corsie per cercare attivamente prodotti in promozione o scontati. Una necessità che – rileva la Coldiretti – porta anche a fare la spola tra diversi negozi a caccia delle offerte speciali con i prezzi piu’ convenienti magari seguendo le indicazioni dei volantini che sono tornati di grande attualità o dei numerosi siti internet dove è possibile fare confronti ed aggiornarsi delle novità settimanali. Ad avvantaggiarsi di questa tendenza – continua la Coldiretti – sono stati i discount che hanno messo a segno in Italia una crescita record del 50 per cento dell’area di vendita dal 2007 al 2013. Nell’ultimo anno – precisa la Coldiretti – i discount sono l’unica forma di commercio al dettaglio per la quale si prevede un aumento delle vendite che invece si riducono negli ipermercati, nei supermercati e nei piccoli negozi.

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