Istat: inflazione in aumento (+0,3%). Colpa del maltempo (ma non solo)

L’inflazione a giugno aumenta dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,2% nei confronti di giugno 2012. Lo annuncia l’Istat. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori, sempre a giugno, sono cresciuti dello 0,4% su base mensile e dell’1,7% su base annua. L’aumento più significativo a Reggio Calabria, con un +2,9%. Seguono Venezia (+1,9%), Potenza, Bologna e Genova (per tutte +1,6%).

Contribuiscono al rialzo congiunturale dell’indice generale anche gli aumenti su base mensile dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,4%, attribuibile soprattutto all’aumento del 6,9% dei prezzi della Frutta fresca) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,7%). Secondo Coldiretti il rialzo è dovuto all’effetto del maltempo e dei nubifragi: i prezzi dei vegetali freschi, infatti, sono aumentati dell’11,1%. Tuttavia – secondo la Confederazione – occorre evitare che nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola si innestino fenomeni speculativi. “Il rischio è quello di provocare una ulteriore frenata dei consumi con un drammatico crollo storico della spesa che non è mai stato così pesante per le famiglie italiane che – sostiene la Coldiretti – hanno svuotato il carrello dei prodotti base per l’alimentazione con tagli in valori che vanno dall’olio di oliva extravergine (-12 per cento) al pesce (-11 per cento), dalla pasta (-9 per cento) al latte (-6 per cento), dall’ortofrutta (-4 per cento) alla carne (-1 per cento) per una contrazione media nell’agroalimentare del 3,4 per cento, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea relativi al primo quadrimestre”.

A destare le preoccupazioni del Codacons anche gli aumenti su base mensile registrati nel settore del turismo (pacchetti vacanza nazionali +12,8% su base mensile): “Una stangata che complessivamente equivale, in termini di aumento del costo della vita,  a  419 euro per una famiglia tipo di 3 persone e a 345 euro per una di 2 componenti”.

In generale, commentano Federconsumatori e Adusbef, il  rialzo dei prezzi contribuirà ad accrescere ulteriormente la contrazione dei consumi già in forte crisi (l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha stimato nel biennio 2012-2013 una diminuzione del -7,3%), determinando un ulteriore calo della produzione industriale, con ricadute negative sul fronte occupazionale. “È urgente intervenire dando nuovo slancio alla domanda di mercato: è questa la strada più efficace e concreta per avviare la ripresa economia ed uscire dalla crisi.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti mentre il Movimento Difesa del Cittadino sostiene che siano obbligatorie “nuove politiche di rilancio dei consumi a partire dai generi alimentari per aiutare un’economia ormai al collasso”.

 

 

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