Iva sulla Tia, petizione di Altroconsumo per il rimborso

Un petizione per chiedere il rimborso dell’Iva sulla tassa dei rifiuti, attraverso la dichiarazione dei redditi. A lanciarla è Altroconsumo che ha deciso portare al Governo un articolo di legge, sottoforma di emendamento al decreto fiscale, che stabilisca una volta per tutte la natura della Tia 1, prevedendo  l’immediata sospensione dell’applicazione dell’Iva da parte di chi continua a riscuoterla e stabilendo i modi con cui procedere al rimborso di quanto indebitamente incassato in questi anni dallo Stato. L’Associazione suggerisce la possibilità di inserire nella dichiarazione dei redditi l’importo Iva pagata per chiederne il rimborso dilazionato dilazionato nei tempi e modi previsti per i crediti Irpef.

Altroconsumo ricorda che “la Tia 1 è un tributo e non deve essere assogettata a Iva”; una sentenza del 2009 della Corte Costituzionale ha prospettato ai contribuenti la possibilità di ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato. “Sono seguiti anni di confusione, nei quali i Comuni sono andati avanti in ordine sparso nel concedere o no i rimborsi e nel continuare o no ad applicare l’Iva – scrive l’Associazione – Mentre diversi Giudici di pace e Commissioni tributarie si esprimevano in modo contraddittorio sulla questione, in risposta a ricorsi presentati dai singoli contribuenti”. Ma c’è un’ultima sentenza della Corte di Cassazione (del 9 marzo 2012) che ribadisce: “l’Iva sulla Tia 1 non è dovuta perché si tratta di un tributo”.

Per ora la strada migliore da percorrere non è certo quella del rimborso individuale, poiché le sentenze non sono legge, quindi la restituzione dei soldi non è automatica. Ci si può rivolgere al Giudice di pace per far valere i propri diritti, ma le incognite (e i costi) ci sono, e anche con una sentenza di primo grado favorevole ci potrebbe essere il ricordo da parte dell’ente riscossore, con tutti i costi del caso.

Di che cifre stiamo parlando? Ogni caso è a sé, ma Altroconsumo fa qualche conto: chi ha pagato la Tia deve recuperare le fatture e sommare gli importi versati come Iva al 10% negli ultimi 10 anni. Il totale del rimborso potrebbe essere compreso fra i  70 e i 150 euro complessivi.Non tutti i Comuni, però, applicano la Tia da 10 anni. Ad esempio Firenze è passato alla Tia nel 2005, Bolzano nel 2007 e Trento nel 2008. Per chi abita in queste città il rimborso sarà inferiore: di 86 euro a Bolzano e 78 euro a Trento.

C’è chi non è ancora passato dalla vecchia Tarsu alla Tia (Bari, Milano, Napoli, Nuoro, Torino, Trieste sono ancora in vecchio regime); alcuni Comuni si sono preoccupati di informare i cittadini, chiedendo di pazientare in attesa di un’applicazione chiara della decisione della Corte Costituzionale. Altri, ad esempio Roma, hanno sospeso la fatturazione con Iva del servizio di smaltimento e raccolta dei rifiuti, senza procedere però al rimborso del pregresso. C’è chi fa orecchie da mercante e continua ad applicare l’Iva al 10%, rifiutando qualsiasi richiesta di chiarimento.

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