La bussola dei diritti. Quando dare ai nostri figli il primo smartphone?

In una società digitale sempre più iperconnessa, è difficile frenare l’avanzare veloce delle nuove tecnologie soprattutto quando si è in presenza dei nativi digitali. L’uso smodato e poco consapevole di smartphone e tablet è però fenomeno comune ai piccoli come ai grandi, che spesso e volentieri sono i primi a non dare il “buon esempio”. E così capita che l’uso incontrollato dello smartphone da parte dei genitori venga imitato dai più piccoli già dai primi anni di vita – a uno o due anni – o che lo stesso sia utilizzato per calmare, addormentare o distrarre il bambino. Senza pensare troppo alle conseguenze e ai rischi per la salute psicofisica di un utilizzo precoce dei dispositivi digitali che potrebbero derivarne. 

Le famiglie sono consapevoli dell’importanza che gioca il ruolo della “educazione alla digitalizzazione” dei propri figli e di quanto sia delicata la prima fase nella crescita del bambino? Il tutto al fine di tutelare i più piccoli da una esposizione precoce e diretta agli schermi dei media digitali di cui oggi si parla ancora troppo poco se la si rapporta alla evoluzione delle nuove tecnologie. Inoltre, non vi è una pronuncia univoca da parte del mondo scientifico in termini di rischi per la salute del bambino, anche se di recente si è espressa per la prima volta, la Società Italiana di Pediatria con un documento ufficiale sull’uso dei media device (cellulare, smartphone, tablet, pc ecc.) nei bambini da 0 a 8 anni di età, il Position Statement dei pediatri italiani presentato in occasione del 74° Congresso Italiano di Pediatria.

Il documento della Sip altro non è che il frutto di una analisi della letteratura scientifica che ha monitorato effetti positivi e negativi sulla salute fisica e mentale dei più piccoli, al fine di stabilire l’età più appropriata per l’esposizione ai media digitali e le corrette modalità.

Cosa è emerso dallo studio e quali sono le principali raccomandazioni dei pediatri? Che delle ripercussioni negative sulla salute psicofisica dei bambini soprattutto nella prima età evolutiva, possono verificarsi e interferire ad esempio con la vista, l’udito, la qualità del sonno e lo sviluppo cognitivo dei bambini, a causa di un uso improprio dei device digitali.

La risposta dei pediatri? Un “no” convinto ai media digitali prima dei due anni di vita del bambino, durante i pasti e prima di andare a dormire, ma anche la limitazione del loro utilizzo a non più di un’ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni e al massimo 2 ore al giorno per quelli di età compresa tra i 5 e gli 8 anni. E ancora, oltre a sconsigliare la visione di programmi con contenuti violenti, i pediatri italiani sconsigliano ai genitori l’uso dello smartphone per distrarre e calmare i più piccoli, ma più in generale non demonizzano le nuove tecnologie, suggerendo anzi, l’utilizzo di quelle App che hanno manifestato di avere un impatto positivo sull’apprendimento del bambino in età prescolare, purché usate insieme ai genitori.

I pediatri hanno un ruolo fondamentale, di orientare e di tutelare la salute psicofisica dei bambini insieme ai genitori, anche evidenziando quelle criticità relative alla esposizione ai media digitali durante l’infanzia. In sintesi, connettersi alle nuove tecnologie sì, ma con moderazione , ascoltando le raccomandazioni degli esperti, primi fra tutti i pediatri, con cui i genitori si interfacciano per tutelare la salute dei propri figli.

 

di Claudia Ciriello

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