Leggerezze farmaceutiche: vendere farmaci non rispettando obbligo ricetta

Leggerezze farmaceutiche: è questo il titolo del servizio andato in onda ieri durante la puntata di Striscia la Notizia. Gli inviati del programma hanno documentato una prassi comune, in molte farmacie: vendere farmaci con obbligo di ricetta anche se il cliente non ha la ricetta. La trasmissione, su segnalazione di diversi cittadini,  ha mandato alcuni attori in diverse farmacie di Firenze dove, puntualmente, i farmacisti hanno venduto ai clienti senza ricetta farmaci come il tavor e lo xanax (sedativi ipnotici), il viagra e il cialis (vasodilatatori) che prevedono l’obbligo di ricetta. Si tratta di un comportamento grave e pericoloso e il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti va subito all’attacco.

“Sono anni che denunciamo pubblicamente al Ministero della Salute e alla Federazione degli Ordini il comportamento assolutamente contro legge di numerose farmacie italiane che consegnano farmaci, anche pericolosi, senza la dovuta presentazione della ricetta medica. Nessuno ha preso provvedimenti, nessuno si è degnato di rispondere con i fatti e non con le parole a questa autentica piaga che danneggia tutti quei professionisti che in un clima ostile cercano di comportarsi seriamente”.

Il MNLF sottolinea il fatto che negli anni passati si è addirittura “cercato di giustificare questi atteggiamenti con l’urgenza della consegna del farmaco, urgenza che doveva essere giustificata e dare quindi origine ad un rapporto nazionale che non ha mai visto la luce”. Anzi questa giustificazione ha creato un alibi.

Ed ecco la contraddizione denunciata dai Liberi Farmacisti:  “Mentre da un lato s’impedisce ai farmacisti che operano nelle parafarmacie di vendere farmaci con obbligo di prescrizione adducendo fantasiosi motivi di pericolo per i cittadini, dall’altra le farmacie trattano farmaci pericolosi come gli ansiolitici alla stregua di un self service, ove chiunque che ne fa richiesta l’ottiene”. 

Secondo il MNLF il problema non è solo di alcune ed “isolate mele marce”, ma è diffuso in tutto il territorio nazionale e quando un farmacista cerca di opporsi a questo “andazzo” se titolare di farmacia subisce la concorrenza sleale delle altre farmacie, se dipendente rischia il proprio posto di lavoro: risultato entrambi sono lasciati soli dalle istituzioni sanitarie e da quelle rappresentanti la categoria. “E’ arrivato il momento che il Ministro della Salute prenda provvedimenti appropriati e riporti la farmacia italiana ai livelli degli altri Paesi Europei. L’unico modo per risolvere questo problema che può portare a gravi incidenti è quello di punire severamente e se serve, allontanare dall’esercizio della professione chi viola la legge. Altre soluzioni – conclude il MNLF – sarebbero inefficaci o semplicemente demagogiche”.

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