Lehaman, Confconsumatori: senza firma il contratto è nullo

Il Tribunale di Bologna ha dichiarato la nullità per difetto di forma di un contratto attraverso il quale un consumatore aveva acquistato obbligazioni Lehaman Brothers. A causa della mancanza della firma del legale rappresentante della banca, quest’ultima dovrà risarcire al risparmiatore il capitale più gli interessi legali, per un totale di  35 mila euro. Lo rende noto la Confconsumatori che ha seguito in giudizio il consumatore.

“Una decisione importantissima – dichiara l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio il risparmiatore – che costituisce un’importante conferma di un principio sempre più ripetuto dalla giurisprudenza. L’aspetto più importante è che il Tribunale abbia dichiarato la nullità, sebbene la mancata sottoscrizione fosse stata dedotta solo all’udienza di discussione prevista dal d.lgs. n. 5/03. Il che val quanto dire che, purché la nullità per difetto di forma venga dedotta fin dall’inizio, la mancata sottoscrizione di una delle parti può essere fatta presente in qualsiasi momento del giudizio, anche negli ultimi scritti difensivi”.

Il giudice bolognese si è uniformato a quella giurisprudenza secondo cui, perché l’ordine non sia nullo per difetto di forma a norma dell’art. 23 TUF, è necessario che sia accompagnato da un contratto generale d’investimento – che regola tutti i rapporti tra banca e investitore – sottoscritto, oltre che dal cliente, anche dal legale rappresentante dell’istituto. Per il Tribunale non ha rilevanza che il documento sia stato prodotto in giudizio dall’istituto, né che le parti abbiano dato esecuzione a contratto, così dimostrando di considerarlo valido, bastando, per superare entrambe le eccezioni, che con l’atto introduttivo sia stata chiesta la nullità per difetto di forma.

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