Liberalizzazioni, Consiglio dei Ministri no stop

È un Consiglio dei Ministri lunghissimo, quello in corso a Palazzo Chigi, chiamato a varare un pacchetto di liberalizzazioni con l’obiettivo di aprire molti settori a una maggiore concorrenza, agganciare l’Italia alla crescita, superare rendite di posizione. I tempi non saranno brevi.

Con la missione di avviare la cosiddetta “fase due” si è aperto questa mattina il Consiglio dei Ministri che deve varare un pacchetto di liberalizzazioni ad ampio raggio, dalle professioni ai taxi, dalle farmacie alle nuove competenze dell’Autorità per le reti che assume su di sé le competenze di energia e trasporti, alla separazione di Snam Rete Gas da Eni, fino all’intervento sulla class action. Quest’ultima già uscirebbe ridimensionata rispetto alla bozza originale: nell’ultima bozza del decreto liberalizzazioni, anticipata dall’agenzia Ansa, risulta che è stato cancellato l’articolo 7, che prevedeva l’estensione del campo di applicazione della class action.

“Speriamo sia solo un rimando per un migliore intervento”, commenta a stretto giro di notizia l’Aduc, che afferma: “La riforma dell’azione giudiziaria collettiva, la cosiddetta class action, non compare più nel pacchetto liberalizzazioni del Governo Monti. Non è che le indiscrezioni che giravano nei giorni scorsi avessero fatto percepire la semplice possibilità che una class action sarebbe stata introdotta nel nostro ordinamento grazie a questa riforma, ma si preconizzava una pratica leggermente migliore rispetto all’attuale impossibilità di metterla in atto. Siamo stupiti perchè non ci sembrava che una migliore possibilità di azione collettiva da parte degli utenti e consumatori contro un danno o un disservizio, potesse compromettere il percorso liberalizzatorio. Speriamo solo – conclude l’associazione – che sia un rimando per un migliore intervento e non, come non si può non leggerlo in questo momento, un piacere alle grandi aziende che erogano servizi e prodotti ad una grande quantita’ di utenti e consumatori”.

Secondo le ultime indiscrezioni, nella nuova bozza ci sarebbe una marcia indietro sui taxi: si prevede la decisione di lasciare in capo ai Comuni il rilascio delle licenze dei taxi. Rimane invece la possibilità di più licenze in capo a uno stesso soggetto e quella di esercitare il servizio al di fuori dell’area per la quale le licenze sono state rilasciate. Nel pomeriggio, nuova versione della bozza: la competenza sulle licenze sarebbe dell’Autorità per le reti. Bisognerà dunque attendere la fine del CdM per sapere quale sarà la soluzione scelta.

Sul fronte ambientale, è saltata la norma che, nella precedente versione, abbassava il limite delle trivellazioni in mare da 12 a 5 miglia dalle aree protette.

Risulta saltata la norma che prevedeva la semplificazione e liberalizzazione di alcune modalità di promozione commerciale, mentre viene confermato la separazione proprietaria di Snam Rete Gas da Eni, con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da emanare entro sei mesi. Verrebbe anche confermato quanto previsto già nella bozza originaria, cioè che le banche, se condizionano l’erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita, sono tenute a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi.

La nuova bozza al vaglio del Consiglio dei Ministri sembra invece tirare un definitivo indietro tutta nei confronti della liberalizzazione dei farmaci di fascia C, con obbligo di ricetta ma a carico dei cittadini. Secondo le indiscrezioni stampa, questi potranno essere venduti solo nelle farmacie. Secondo quanto si legge su La Repubblica, non c’è più il passaggio in cui si prevedeva, nelle regioni che entro marzo 2013 non avessero provveduto ad aumentare il numero di farmacie portandole alla quota di una ogni 3.000 abitanti, la possibilità di vendere i farmaci di fascia C anche nelle parafarmacie e nei corner salute dei supermercati. Per le regioni inadempienti si prevede invece l’invio di un commissario di Governo.

I Consumatori denunciano intanto risparmi dimezzati per le famiglie, stimano che con il ridimensionamento generale dei provvedimenti gli effetti positivi scenderanno da 900 a 465 euro annui a famiglia, e chiedono al Governo di ripristinare “saldi liberi, riscatto distributori carburanti, farmaci di fascia C nelle parafarmacie”. È la posizione di Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori), che “continua ad accogliere positivamente tutti i provvedimenti contenuti nella bozza del Dl sulle liberalizzazioni, ma non può che registrare un netto peggioramento rispetto alle prime versioni. Il risparmio annuo per una famiglia media italiana scende, quindi, per il 2012, dalla prima stima di 900 euro a 465 euro”. Casper, “considerato il rischio che poi il provvedimento venga ulteriormente annacquato dai veti incrociati dei partiti”, invita dunque il Governo “non solo a ripristinare le cose tolte, ma ad aggiungerne altre, come l’eliminazione delle commissioni di massimo scoperto, l’abrogazione dei divieti in tema di vendite sottocosto, la definizione di prezzo anomalo, la class action con danno punitivo, oltre ad affrontare altri settori, come la telefonia”.

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