Liberalizzazioni, perché tanto ritardo? Question time del PD al Ministro Passera

Sono passati sei mesi da quando il famoso decreto Cresci-Italia, contenente misure di liberalizzazione, è stato convertito in legge. Ma ad oggi, “molte delle misure rischiano di restare sulla carta”. E’ quanto denuncia il Partito Democratico che oggi alla Camera ha presentato un question time al Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Insoddisfacente la risposta ottenuta dal Governo, che non fa ben sperare sulla rapida attuazione di norme che consentirebbero la tutela del potere d’acquisto delle famiglie.  

Delle norme attuative previste dal decreto, solo 11 sono state effettivamente emanate – si legge nell’interrogazione del PD – mentre ancora 42 mancano all’appello, tanto che il Governo ha istituito una apposita task force per la redazione del cronoprogramma delle misure da realizzare”.

L’unica misura realizzata nei tempi previsti è stata la separazione della Snam Rete Gas dall’Eni (misura importante in termini di impatto economico). Mentre è ancora ferma, tra le tante, l’istituzione dell’Autorità per i trasporti che avrebbe dovuto essere operativa già da maggio scorso. Si registrano poi ritardi sull’ampliamento del numero delle farmacie e su quello dei notai.

Rispetto ai carburanti, si attende ancora dal Ministero dello sviluppo economico un decreto che definisca le nuove tipologie contrattuali per rendere più autonomi dalle compagnie petrolifere i gestori. Un situazione simile c’è anche nel settore delle assicurazioni, dove l’operatività delle norme che avrebbero potuto comportare un contenimento dei premi Rc auto ha trovato la ferma resistenza delle compagnie.

Infine, è rimasto inapplicato l’articolo 27 del decreto Cresci-Italia che prorogava al 1° giugno 2012 il termine per definire le regole generali di riduzione delle commissioni pagate dal consumatore e dall’esercente sulle transazioni elettroniche; ad oggi non è cambiato nulla. Praticamente il percorso di liberalizzazione è soltanto iniziato e si rischia di mantenere lo status quo precedente a causa di rinvii e disapplicazioni, senza fornire alcun contributo concreto per la crescita economica e il sostegno alle nuove generazioni.

Il PD ha chiesto al Governo di spiegare “le ragioni di questo ritardo”, ma  la risposta avuta dal Ministro dei Rapporti con il Parlamento Pietro Giarda è stata insoddisfacente. “Abbiamo avuto una risposta insoddisfacente che non ci fa bene sperare sulla rapida attuazione di norme che consentirebbero la tutela del potere d’acquisto delle famiglie e darebbero fiato alla possibilità di rilancio della competitività delle piccole e medie imprese – ha dichiarato il capogruppo PD nella commissione Attività produttive, Andrea Lulli – In ogni caso è evidente che proseguire sulla strada delle lenzuolate di Bersani avrebbe dato risposte molto più efficaci e tempestive”.

“Chiediamo al Governo di intervenire con urgenza per mettere fine a questa vera e propria falcidia del potere d’acquisto degli italiani. Servono interventi rapidi e concreti per ridurre i costi delle Rc auto, dei farmaci, delle commissioni bancarie, e dei carburanti. A questo riguardo – ha concluso Lulli – non comprendiamo perché non venga utilizzata la norma approvata dal Governo Prodi che consentirebbe un’immediata riduzione dell’accisa di almeno tre centesimi di euro”.

 

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