Love online. CEC: chat di ricerca partner, quando l’amore è a caro prezzo

La promessa d’amore viaggia online. Nasce spensierata. Finisce con un abbonamento che si rinnova in automatico e chiede di pagare anche più di 250 euro. Alla vigilia di San Valentino il Centro Europeo Consumatori (Cec) di Bolzano esamina le agenzie matrimoniali 2.0 e le chat di ricerca partner: sono siti al passo coi tempi, sembrano convenienti, chiedono un impegno minimo, assicurano l’anonimato, ma è facile incappare in pratiche costose. Come quelle che prevedono il rinnovo automatico di un abbonamento.

Delle migliaia di richieste di informazioni che annualmente pervengono al Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia, ufficio di Bolzano, un centinaio circa riguarda il settore delle agenzie matrimoniali e di ricerca partner. Sono quasi sempre servizi online. “Nel corso della consulenza solitamente emerge che gli utenti mesi prima si erano registrati su un sito internet per usufruire almeno inizialmente di una chat di incontro gratuita”, racconta Julia Rufinatscha, consulente legale del CEC. Chi però vuole di più, deve acquistare un abbonamento a pagamento. “Spesso a questi abbonamenti ci si giunge dopo aver approfittato di offerte speciali”, prosegue l’esperta.

La maggior parte dei contratti conclusi con i siti internet di ricerca partner si rinnovano automaticamente. Secondo il diritto italiano il consumatore non deve essere esplicitamente informato – prima del rinnovo – a proposito di questo automatismo. Diverso ad esempio in Austria, dove l’obbligo informativo esiste. E dunque per gli utenti italiani, spiega l’associazione, ciò significa che in caso di mancata disdetta prima della fine del primo anno, l’abbonamento si rinnova per un ulteriore anno, anche se i servizi non vengono usufruiti. “I consumatori non si rendono però conto di questo rinnovo automatico e quindi ricevono richieste di pagamento che ammontano anche a 250 e più euro”, dice il CEC.

Diverse associazioni consumatori in Europa hanno segnalato la poca trasparenza di alcuni contratti e il rischio di pratiche scorrette. Ma, dice il Cec, “anche in questo settore vale il principio che chi si occupa di tutela del consumatore conosce bene: avere ragione ed ottenere ragione sono due cose completamente diverse, soprattutto quando si fanno valere i propri diritti in via stragiudiziale”.

È quindi importante cercare di evitare del tutto di incappare in qualche trappola. Come? Ricordando che “la vera ricerca partner è possibile solo con un abbonamento a pagamento” e che di solito gli abbonamenti premium si rinnovano in automatico (meglio annotarsi il termine per disdire in tempo). Bisogna accertarsi inoltre se dopo il rinnovo il prezzo resta lo stesso, perché spesso l’offerta iniziale raddoppia col rinnovo automatico. Le disdette devono avvenire per iscritto.

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