Mafia Capitale, Cittadinanzattiva riconosciuta parte civile

Cittadinanzattiva è stata riconosciuta parte civile nel maxiprocesso Mafia Capitale, che annovera tra gli imputati Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. La pronuncia è arrivata dopo un’udienza fiume durata ore e ore. Non tutte le associazioni e le istituzioni sono state ammesse ma solo una ventina su cinquanta. Per Cittadanzattiva si tratta del “riconoscimento per il nostro impegno sulla legalità e nella lotta alla corruzione”.

mafia_capitaleA fronte di oltre 50 richieste, Cittadinanzattiva, rappresentata dall’ avv. Stefano Maccioni della rete Giustizia per i Diritti-Cittadinanzattiva,  è una delle 22 parti civili ad aver ottenuto l’ammissione, assieme a Libera,  le associazioni Caponnetto e Borsellino, Sos Impresa e Fai Antiracket ed accanto a Regione Lazio, Comune, Ama, a fronte delle 50 richieste. “Una ulteriore importantissima conferma”, ha commentato Laura Liberto, coordinatrice della rete Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva, “una nuova certificazione della fondatezza della nostra richiesta di costituzione e della nostra legittimazione. La decisione riconosce e certifica ancora una volta il valore,  importanza e l’ effettività delle azioni e dell’impegno concreto promosso dalla nostra organizzazione sul fronte della legalità e della lotta alla corruzione”.

Non tutte le richieste di costituzione di parte civile sono state accolte. Come sintetizza il Corriere della Sera, “i giudici hanno accolto le richieste dei soggetti istituzionali, dal ministero dell’Interno alla Regione Lazio al Campidoglio. Sì anche, tra gli altri, al Pd del Lazio, all’Ama, a Eur spa e alle associazioni Antonino Caponnetto, Paolo Borsellino, Libera, Sos impresa, Cittadinanzattiva. Rigettate le costituzioni di parte civile degli ex consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle e quelle di Camera di Commercio, Confindustria, Codacons, Da Sud, Lunaria, Capodarco, rifugiati”.

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