Marketing selvaggio, Garante Privacy blocca database di una società

Garante Privacy contro il marketing selvaggio. Dopo le numerose segnalazioni arrivate all’Autorità da parte di consumatori che sono stati disturbati con proposte e offerte commerciali indesiderate, il Garante ha avviato le ispezioni sul data base di una società di marketing e vendita per corrispondenza. I controlli hanno constatato che la società ha omesso l’informativa al cliente (che è obbligatoria) e ha commesso violazioni anche nella raccolta dati tramite appositi moduli pubblicati su riviste e sito web. Il Garante ha vietato il trattamento illecito dei dati di circa un milione di persone contenuti nel data base della società.

A nulla sono valse le giustificazioni della società, secondo cui i dati utilizzati provenivano in parte da un’azienda fallita, di cui era stato lecitamente acquistato il database clienti, e in parte da una propria attività di raccolta diretta effettuata tramite moduli e coupon sottoscritti dalle stesse persone interessate. La società ha anche ammesso che alcune telefonate promozionali contestate sono state effettuate per errore.

Ma il quadro constatato dal Garante è ben più grave: intanto la società ha omesso di fornire la necessaria informativa ai clienti dell’azienda fallita, non comunicando tra l’altro di essere il nuovo titolare del trattamento dei dati personali. Constatate violazioni anche nella raccolta dei dati tramite i moduli pubblicati dalla società su riviste o sul proprio sito web: la società non ha fornito un’adeguata informativa a chi compilava la richiesta per sé o per un amico ed ha vincolato la spedizione di cataloghi o prodotti alla sottoscrizione del consenso per l’invio di offerte promozionali o per la comunicazione dei propri dati personali ad altri soggetti. Tale consenso, al contrario da quanto previsto dal Codice della privacy, non poteva quindi considerarsi “informato”, né specifico per le differenti attività e neppure liberamente espresso.

Il Garante ha vietato il trattamento dei dati personali raccolti dalla società per qualunque utilizzo che non sia direttamente strumentale all’esecuzione di un obbligo contrattuale, come l’acquisto di un prodotto o servizio. Ha imposto alla società di regolarizzare la sua posizione in tema di informativa e consenso. Ha infine aperto un autonomo procedimento sanzionatorio finalizzato alla contestazione delle violazioni amministrative commesse.

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