MDC e Liberi Farmacisti: “Liberalizzate i farmaci di fascia C”

Liberalizzare senza indugi i farmaci di fascia C, quelli che i cittadini pagano di tasca propria: non ci sono rischi per la salute – perché sarebbero comunque consegnati da un farmacista – e non ci sono svantaggi per l’economia, anzi: il provvedimento porterebbe una crescita dei posti di lavoro e risparmi per i consumatori. La richiesta viene presentata (meglio sarebbe dire: ripresentata di nuovo) dal Movimento Difesa del Cittadino e dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che firmano un appello congiunto al Parlamento.

farmaciAntonio Longo, Presidente MDC e Vincenzo Devito, Presidente MNLF, firmano assieme l’appello al Parlamento e ai senatori che discuteranno il ddl concorrenza: “Liberalizzare i farmaci con obbligo di ricetta che i cittadini pagano di tasca propria fa bene al Paese e agli interessi dei consumatori. I consumatori – scrivono le due associazioni – sanno bene quali sono stati i vantaggi di cui hanno usufruito dopo la liberalizzazione dei farmaci da banco e malgrado i “maldestri” tentativi per nasconderne gli effetti positivi, chiedono che il processo di liberalizzazione sia portato a compimento. Non c’è nessun motivo valido per non liberalizzare questo settore. Solo vantaggi per la crescita economica del Paese e per i cittadini”.

La battaglia sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C va avanti ormai da anni, osteggiata con forza dai titolari di farmacia, rivendicata dai liberi farmacisti e dalle associazioni dei consumatori che chiedono un mercato più aperto, più libero, e più risparmi per i cittadini. Ai timori rivendicati di volta in volta di fronte alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, spesso strumentali, MDC e Liberi Farmacisti oppongono che non ci sono svantaggi né dal punto di vista economico né per la salute pubblica: i farmaci verranno consegnati da un farmacista laureato ed abilitato, non ci sarà alcun pericolo di abuso perché i controlli sono gli stessi previsti per le farmacie; dal punto di vista economico, si stima che un provvedimento di questo tipo possa aprire il mercato, creare 5 mila nuovi posti di lavoro nelle parafarmacie, 3000/3500 nuove aziende e 700 milioni di nuovi investimenti in tre anni a costo zero per lo Stato. Nonché portare benefici per i consumatori con risparmi stimati intorno ai 500 milioni di euro.

“Liberalizzare dunque fa bene al Paese – scrivono le due associazioni – e l’Italia ha necessità impellente di una crescita stabile e forte. Il Parlamento è invitato ad abbandonare per sempre logiche protezionistiche e a guardare agli interessi generali della comunità che l’ha eletto”. Nell’appello c’è anche l’invito a guardare avanti rivolto ai titolari di farmacia: “Non basta far entrare capitale privato, senza concorrenza vera il rischio è la creazione di un oligopolio dove i primi a soccombere saranno proprio le farmacie più piccole – dicono MDC e Liberi Farmacisti – Il farmacista italiano può fare molto di più per la società italiana, oggi è bloccato da leggi che favoriscono rendite di posizione, domani potrebbe diventare nuovamente protagonista in un sistema sanitario tra pubblico e privato allargato a nuove competenze e professionalità”.

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