Medici di famiglia, sciopero revocato

È stato revocato lo sciopero dei medici di famiglia. Indetto nei giorni scorsi per protestare contro un provvedimento del Governo relativo alla gestione dell’ente previdenziale Enpam, la previsione di un’astensione dal lavoro si preannunciava particolarmente disagevole in molte aree coinvolte dal maltempo, dal gelo e dalla neve.

A seguito di un incontro con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, si è deciso di sospendere gli scioperi programmati. Informa una nota che il Ministro, “rispondendo alle sollecitazioni sindacali del mondo medico, ha incontrato oggi (ieri, ndr) una delegazione della categoria. Nel corso della riunione il Ministro ha valutato attentamente le argomentazioni espresse in tema di pensioni e le ha considerate meritevoli di approfondimento. Compatibilmente con la complessità del momento, e in base alle priorità conseguenti, il Ministro Fornero si è impegnata ad approfondire le tematiche previdenziali legate all’Enpam appena ne avrà la possibilità”.

I sindacati Fimmg (medici di famiglia), Sumai (specialisti convenzionati) e Fimp (pediatri) si sono trovati con i principi enunciati “per quanto riguarda la sostenibilità dei sistemi previdenziali, l’adeguatezza delle pensioni e le economie di scala e di gestione”. Di conseguenza hanno deciso di sospendere gli scioperi che erano stati programmati, “fermo restando lo stato d’agitazione fino agli attesi chiarimenti”. La Fimmg aveva indetto quattro giorni di sciopero dal 9 al 12 febbraio, il Sumai aveva programmato l’astensione dal lavoro nella giornata del 23 febbraio mentre la Fimp aveva proclamato lo sciopero per il 24 febbraio.

2 Commenti a “Medici di famiglia, sciopero revocato”

  1. Lele ha detto:

    Appoggio in pieno il commento!!è una vergogna dato che non sono loro che campano con uno stipendio di 1000 euro….

  2. Doriano ha detto:

    I signori medici (casta) dovrebbero aver ben presente il “giuramento di Ippocatre” e ricordarsi che prima di tutto, la loro è una missione e poi una professione. Fermo restando che i loro diritti vanno salvaguardati, non possono, in primis moralmente, avere comportamenti che rechino nocumento (grave, in quanto trattasi di salute) alle altre persone. Mai venuto in mente a nessuno (illustri avvocati pensateci) che potrebbe trattarsi di un reato non prestare assistenza sanitaria?. E comunque, non mi sembra che i medici siano una categoria che “rischia la fame”! Saluti