Mercato tutelato energia, Acquirente Unico: bene il rinvio switch off al 2018

“Riforme elettriche, tra efficienza ed equità”: si intitola così il volume di quasi 600 pagine, scritte con il contributo di 34 autori provenienti da 16 diversi atenei che Acquirente Unico ha voluto pubblicare per celebrare i 10 anni della sua attività. L’obiettivo è quello di fare il punto sull’evoluzione del suo ruolo e delle sue funzioni: da acquirente di energia nel mercato vincolato a vera e propria holding di servizi.

La tavola rotonda che si è svolta ieri pomeriggio per presentare l’uscita del volume è stata anche l’occasione per riflettere, con esperti del settore energetico, su quale sarà il futuro dell’Acquirente Unico, alla luce delle misure adottate dal Governo Renzi con il ddl sulla concorrenza approvato poco meno di una settimana fa. Sul tema dell’energia, prevede il ddl, l’abolizione del regime di maggiore tutela per il mercato di elettricità e gas, precedentemente previsto per la fine del 2015, è slittato al 2018. Altri tre anni che saranno necessari per accompagnare al meglio una vera e propria rivoluzione in questo ambito. “Dal mio punto di vista”, dichiara, Paolo Vigevano, Amministratore Delegato di Acquirente Unico, “avere altri tre anni a disposizione è un bene. Avremo modo di dimostrare ulteriormente l’utilità del nostro ruolo anche alla luce dei mutamenti a livello europeo, dove realtà assolutamente liberalizzate, come il Regno Unito, stanno facendo, per così dire, un passo indietro dotandosi di figure del tutto simili all’AU per garantire una migliore concorrenza del mercato. Eliminare il prezzo tutelato significa infatti privare il consumatore finale dell’energia di una ulteriore possibilità di scelta. Accolgo quindi favorevolmente la decisione del Governo di procrastinare lo switch off”.

Allargando le osservazioni allo scenario europeo, ci si rende presto conto, poi, che l’obiettivo di costruire un mercato unico dell’energia, così come si pensava di fare nel 2007, sembra ancora molto lontano, se non irrealizzabile, dato il comportamento che i governi nazionali stanno assumendo ultimamente sul fronte energetico. “C’è sempre più la tendenza a riportare i sistemi energetici sotto il loro controllo”, dice Alberto Clo’, economista e curatore del volume, “questo fa si che il mercato europeo dell’energia sia più che altro una sommatoria di mercati nazionali più che un mercato unico e ho la sensazione che per lungo tempo ci sia lasciati trasportare dall’illusione di raggiungere questo obiettivo più che soffermarsi sulla realtà dei fatti”.

Allo stato attuale, le liberalizzazioni, pur essendo necessarie, non sembrano effettivamente aver fatto conseguire gli obiettivi di una maggiore efficienza ed equità previsti in origine. “La diminuzione dei prezzi dell’energia per gli utenti finali, che sarebbe stato il risultato simbolico più importante ed evidente, c’è stato solo nei regimi regolamentati e non in quelli concorrenziali”, spiega ancora Clò che conclude: “Aspetto ancor più impressionante è che si comincia a parlare di povertà energetica anche in contesti avanzati come l’Europa (e l’Italia) nei quali sacche sempre più ampie di popolazione hanno difficoltà ad aver accesso all’energia per illuminare o riscaldare. E questo è il segnale evidente che la liberalizzazione ha fallito anche l’obiettivo della maggiore equità”.

di Elena Leoparco

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