Ministero economia: nessun taglio delle detrazioni fiscali

Non ci sarà alcun taglio delle detrazioni fiscali: i rimborsi per le spese mediche, per strutture educative come asili, per istruzione universitaria e assicurazioni sulla vita non saranno ritoccati al ribasso. Il Governo ha infatti deciso di abrogare il comma 576 della legge di Stabilità 2014, che prevedeva che la detrazione del 19% dell’Irpef si riducesse al 18% per l’anno di imposta 2013 e al 17% per il 2014. Soddisfatti i Consumatori, che chiedono di intervenire anche sulla tempistica dei pagamenti.

Non ci sarà una riduzione delle detrazioni attualmente in vigore e a confermarlo è stato lo stesso Ministero dell’economia e delle finanze, sottolineando che la copertura del provvedimento sarà assicurata da obiettivi di risparmio e spending review. Come si legge in una nota del Mef, “il Governo ritiene che la sede più opportuna per esercitare l’intervento di razionalizzazione delle detrazioni, così come previsto dal comma 575 della legge di Stabilità 2014, sia la delega fiscale attualmente in approvazione in Parlamento. A tal fine, anche con l’obiettivo di evitare qualsiasi ulteriore aggravio fiscale, il Governo provvederà, con apposito provvedimento, ad abrogare il comma 576 della legge di Stabilità 2014 e di conseguenza non vi sarà alcuna riduzione delle detrazioni attualmente in vigore. La copertura sarà assicurata incrementando gli obiettivi di risparmio previsti dalla revisione della spesa aggiungendovi, pertanto, le cifre stabilite nel comma 575 della stessa legge”.

Apprezzamento arriva dalle associazioni dei Consumatori. In particolare,  Altroconsumo sottolinea che la riduzione delle aliquote dal 19% al 18% per le detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi avrebbe rappresentato “un taglio lineare e iniquo che sarebbe ricaduto sulle spalle di migliaia di cittadini”: contro questa previsione, l’associazione si era schierata raccogliendo 3700 adesioni online di cittadini e annuncia che continuerà a vigilare perché nell’esercizio della delega fiscale non si concretizzi la riduzione a danno degli utenti. Altroconsumo ha però inviato una lettera al ministro dell’Economia Saccomanni e al presidente del Consiglio Letta chiedendo di intervenire sul credito d’imposta, cioè il ritardo sui rimborsi.  “A partire dal 2014, con effetto sui modelli 730 del 2013, se il credito d’imposta scaturito dalla dichiarazione superasse la soglia dei 4mila euro, potrebbe non risultare sulla busta paga di luglio o sulla pensione di agosto – spiega l’associazione – L’Agenzia delle entrate potrebbe bloccare il rimborso per almeno sei mesi, in modo da effettuare i controlli ed erogare il rimborso successivamente. In caso di grosse ristrutturazioni edilizie (per altro incentivate in ogni modo dallo Stato) o di assegni all’ex coniuge, in caso di spese per disabili, per un anziano in casa di riposo o per acconti in eccesso per cambio lavoro, il rimborso nei tempi normali potrebbe slittare fino al 2015. Troppo anche per un credito di fiducia”.

Per Adiconsum, le detrazioni andrebbero estese anche ad alcune operazioni di credito al consumo. “L’annuncio dell’abrogazione del taglio lineare delle detrazioni Irpef dal 19 al 18%, anche con effetto retroattivo – dichiara Pietro Giordano, presidente nazionale dell’associazione – è senz’altro una notizia positiva. Adiconsum però non è d’accordo sulla temporaneità della decisione annunciata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in attesa di un riordino complessivo della materia. Adiconsum ritiene invece che per una ripresa dei consumi sia necessario, come avvenuto per gli arredi in caso di ristrutturazioni, ampliare la possibilità di detrazioni fiscali anche a specifiche operazioni di crediti al consumo riguardanti le spese primarie delle famiglie come la scuola, la casa, l’acquisto di beni di prima necessità. I minori introiti derivanti dall’introduzione di nuove agevolazioni sarebbero facilmente coperti dai maggiori introiti dovuti all’IVA”.

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