Morosità, MDC: quella dei clienti domestici è nulla rispetto alle imprese

L’istituzione di una banca dati dei clienti morosi, ipotizzata dall’Autorità dell’energia, è davvero così necessaria? Il Movimento Difesa del Cittadino ribadisce la sua posizione contraria alla proposta, e lo fa attraverso i dati pubblicati dalla stessa Autorità, nell’ambito della consultazione pubblica sulle proposte di revisione dei meccanismi di contenimento del rischio credito per gli esercenti del mercato elettrico tutelato. I dati sul fenomeno della morosità parlano chiaro: i clienti domestici che non pagano le bollette di luce e gas sono davvero pochi. Tra le mille difficoltà di questo momento di crisi, le famiglie italiane cercano di essere in regola con i pagamenti delle utenze.

MDC sottolinea, in particolare, l’irrilevanza del dato dell’unpaid ratio (differenza tra quanto mensilmente fatturato e quanto incassato) pubblicato dall’AEEG: considerando gli ultimi 24 mesi l’unpaid ratio è pari all’1,18% su base nazionale, con in testa le Regioni del Centro-Sud (Campania a 2,21%, Lazio, Abruzzo e Molise all’1,84%).

Se si guarda il dato dell’unpaid ratio a 12 mesi, emerge una chiara differenza tra gli utenti domestici e i non domestici, a favore dei primi: 0,98% contro 3,5%. E’ un dato che, secondo Francesco Luongo, Responsabile Nazionale dei Servizi a rete di MDC, rende  giustizia ai consumatori domestici che risultano molto più attenti alla puntualità nei pagamenti delle bollette, anche grazie alla domiciliazione bancaria e postale: il 42,4% dei clienti domestici ha la domiciliazione delle bollette, contro il 38% delle  imprese.

Altro dato incontrovertibile è quello delle sospensioni della fornitura effettuate dalle aziende del mercato tutelato nel primo semestre 2012: il numero di richieste di sospensione effettuate rispetto al numero di PdP dai medesimi serviti riguarda in modo decisamente maggiore la clientela non domestica (complessivamente per gli operatori analizzati il numero di richieste è pari al doppio rispetto a quelle effettuate per i clienti domestici). Al Sud le sospensioni richieste sono pari al 4,04% del campione contro il 9,43 dei non domestici.

Sulle 640.000 richieste di riattivazione dei primi 6 mesi del 2012, seguite al pagamento delle morosità, i consumatori domestici si dimostrano molto più diligenti con 470.000 riattivazioni contro le 170.000 dei non domestici.

C’è poi il fenomeno del “turismo energetico” dei consumatori contro cui l’Autorità e l’Acquirente Unico hanno messo in campo il cosiddetto Sistema Indennitario, assai contestato quanto alle modalità di difesa del consumatori da MDC e da altre Associazioni. Anche questo fenomeno esce molto ridimensionato, quanto ai piccoli consumatori, dai dati dell’Autorità: tra luglio 2011 e settembre 2012 risultano essere state presentate circa 87.000 richieste di indennizzo riferite ai clienti domestici e circa 26.400 riferite ai clienti non domestici.

Purtroppo i dati forniti  dall’Autorità non contengono quelli sulle morosità della pubblica amministrazione che sembra incidano per oltre il 70% sui bilanci degli esercenti il mercato tutelato che inevitabilmente premono per far quadrare i loro conti – sottolinea Luongo – Un  bubbone che rischia di ricadere su tutti gli altri utenti. I numeri sono chiari conclude l’associazione le famiglie restano vittime della crisi  ma cercano di fare il possibile tra mille difficoltà per pagare il conto della luce, mentre per le PMI sono praticamente in ginocchio”.

MDC chiede dunque lo stop a tutte le misure di tutela del credito che comportino aggravi di spesa o diminuzioni nella tutela per le famiglie, maggiori agevolazioni per  i nuclei familiari in crisi con l’estensione del  sistema dei bonus, l’archiviazione definitiva della cosiddetta banca dati dei morosi e la revisione delle procedure di difesa degli utenti nell’ambito del cosiddetto Sistema Indennitario.

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