Mps, ok ai Monti bond: Tar respinge ricorso Codacons

Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso del Codacons che chiedeva di bloccare i Monti bond, del valore di 3.9 miliardi di euro, a favore del Monte dei Paschi di Siena. Il Tribunale non individua situazioni di “pregiudizio immediato e diretto” nell’emissione del prestito ed “appare indeterminata” l’ipotesi formulata dal Codacons di “conseguenze pregiudizievoli per l”intero Paese e per l’istituto bancario” e a “danno della collettivita”. Ma il Codacons valuta se fare appello al Consiglio di Stato o attendere decreto di sottoscrizione del prestito.

Via libera quindi al prestito di 3,9 miliardi di euro per il “risanamento” di Mps; anche la Corte dei Conti, nel suo controllo preventivo di legittimità, ha registrato il decreto che individua le risorse per la sottoscrizione degli strumenti finanziari emessi da Mps.

Il Codacons, però, ci tiene a dare la sua versione dei fatti: il ricorso è stato respinto “non perché i Monti bond fossero regolari e legittimi, ma solo in funzione della mancata emanazione del decreto che eroga materialmente il prestito da 3,9 miliardi di euro. Di conseguenza per il Tar, non essendo ancora stato emesso tale decreto, non vi sarebbero danni gravi irreparabili ed immediati”. In sostanza, secondo il Codacons, il Tar non si è espresso sulla legittimità dei Monti bond, ma si è limitato a constatare che, al momento, non si configurano quei danni per la collettività tali da sospendere i provvedimenti impugnati.

Ecco un passaggio dell’ordinanza del Tar: “Considerato che tale prospettazione in ordine al lamentato pregiudizio – anche sui profili di concorrenzialità e libero mercato evidenziati da parte ricorrente nel corso della camera di consiglio collegiale – appare indeterminata e meramente eventuale nel suo realizzarsi, allo stato del procedimento finora espletato, né sorretta da elementi idonei alla configurazione dei ricordati presupposti previsti dalla norma”. I giudici, inoltre, non hanno espresso una decisione definitiva, riservandosi “ogni altra valutazione in rito e merito anche in relazione ad ulteriori approfondimenti istruttori relativi a quanto finora depositato in giudizio”.

Intanto l’ufficio legale del Codacons sta valutando se proporre appello al Consiglio di Stato oppure attendere l’emanazione del decreto di sottoscrizione, in modo da poterlo impugnare al Tar. “A meno che – conclude l’associazione – il Ministero dell’Economia Grilli non si astenga dall’emanarlo”.

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