Multa Antitrust, Trenitalia: “Agito nell’interesse della clientela”

Trenitalia esclude dai sistemi di prenotazione alcune soluzioni di viaggio che usano treni regionali, o combinazioni con cambi fra treni regionali, a vantaggio delle Frecce e degli Intercity. Una pratica scorretta per cui l’Antitrust ha multato l’azienda per 5 milioni di euro, imponendo anche l’obbligo di pubblicare una dichiarazione per informare i consumatori, che di tutto questo semplicemente non sapevano nulla. Trenitalia si difende, affermando di aver sempre agito nell’interesse della clientela.

Trenitalia dichiara infatti di “aver sempre posto le esigenze del cliente al centro delle proprie politiche commerciali” e “prende atto della decisione dell’Autorità e ne esaminerà con attenzione il contenuto, riservandosi di valutare le azioni più opportune da intraprendere”. Così in una nota diramata dopo la sanzione, nella quale si spiega che “i sistemi di vendita di Trenitalia sono stati infatti concepiti e sviluppati con lo scopo esclusivo di agevolare, per quanto più possibile, l’individuazione della soluzione di viaggio maggiormente confacente, senza alcun intento distorsivo del processo di scelta della clientela”. E come funzionano tali sistemi? Operano, spiega Trenitalia, secondo tre parametri che sono la minore durata del viaggio, la minore distanza percorsa e il minor numero di cambi “senza che il prezzo del biglietto assuma alcuna rilevanza a tal fine. Inoltre, da anni, sono state rese fruibili – aggiunge Trenitalia – ulteriori funzioni di ricerca, come ad esempio un’apposita sezione per i treni regionali e una ricerca avanzata, in base a parametri discrezionali selezionati dai clienti, che ampliano così il ventaglio di opzioni e i criteri di scelta a disposizione dei consumatori”.

Il problema della selezione delle offerte di viaggio era stato denunciato dalle associazioni dei consumatori. “Per anni la Federconsumatori ha tentato di rendere evidente ai Dirigenti di Trenitalia l’irregolarità delle informazioni fornite ai passeggeri dal sito di Trenitalia, purtroppo senza alcun successo. Per questa ragione siamo stati costretti ad inviare una segnalazione all’Autorità della Concorrenza e del Mercato”, spiega Federconsumatori, che ricorda come l’irregolarità poteva riassumersi nel mancato rispetto del Regolamento Europeo 1371/2007. Questo prevede, tra l’altro, l’obbligo dell’impresa di trasporto di far conoscere al passeggero “Orari e condizioni per il viaggio più veloce. Orari e condizioni per la tariffa più bassa”.

Il passeggero dovrebbe poter scegliere tra il viaggio più veloce e più costoso ed una alternativa meno veloce e meno costosa. Ma questa possibilità viene meno, di fatto, perché Trenitalia “non solo non offre una chiara possibilità di scelta, ma orienta le scelte verso soluzioni più vantaggiose per l’impresa e più dannose sia per il singolo cittadino, che per il trasporto pubblico locale – commenta Federconsumatori – I danni per il cittadino dipendono dal fatto che viene privato della possibilità di conoscere soluzioni meno costose; i danni per il Trasporto pubblico locale derivano dal fatto che potenziali clienti dei treni regionali vengono orientati verso una impresa di trasporto privata come Trenitalia”.

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