Mutui, Rapporto Nomisma: ancora calo, -4,8% nel 2013

Il 2013 non si è aperto con le premesse migliori e la ripresa si allontana ancora. I dati non sono clementi e ne danno atto tutti i giorni. Oggi l’ennesimo segnale negativo che riguarda i mutui per l’acquisto di una casa: secondo il Primo Rapporto Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma nel 2013 ci sarà un ulteriore calo dell’erogazione di mutui, pari a -4,8%, portando ancora più in basso il minimo storico del 2012, che ha registrato un crollo del 47,4% rispetto al 2011. Nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle i mutui sono passati da 49.123 a 25.784 e nel 2013 diventeranno 24.537.

La ripresa, quindi, si sposta al 2014 quando, secondo le stime di Nomisma, si potrà parlare di un segno più, sfiorando quota 27.000. Per raggiungere e andare oltre i 30.000 mutui si dovrà attendere almeno il 2015.

A dettare questa pesante contrazione, spiega il Rapporto Nomisma, sono stati “l’inasprimento dei criteri di erogazione del credito e la crisi economica”. “Diversamente da quanto accaduto nella prima ondata di credit crunch, l’attuale inaridimento del canale creditizio è riconducibile ai più elevati rischi percepiti riguardo alle prospettive dell’attività economica e, in particolare, di taluni settori come quello immobiliare”. Nomisma segnala, inoltre, come “tra le pesanti eredità di una recessione, nei confronti della quale non è valso alcun esercizio di discriminazione del merito creditizio, si annovera sicuramente il crescente deterioramento della qualità del credito” e quindi “in assenza di eccezionali interventi normativi, la gran parte degli istituti di credito dovrà procedere a pesanti rettifiche di valore e a gravosi accantonamenti prudenziali”.

Oltre ai mutui, nel 2013 caleranno anche le compravendite immobiliari e i prezzi di abitazioni e uffici: se nel 2012 le compravendite residenziali sono state 444.018 (nel 2011 598.224), si prevede che quest’anno saranno 416.127. Anche qui, la crescita è attesa per il 2014, e nel 2015 si dovrebbero superare quota 500.000.

Per quanto riguarda i prezzi, i primi mesi del 2013 hanno registrato “un calo tendenziale delle quotazioni nelle 13 città intermedie appartenenti al campione Nomisma che è risultato di gran lunga il più intenso dall’inizio della crisi”: -4,2% per abitazioni e uffici, -3,8% per i negozi. E i tempi di vendita si sono attestati tra i 9 mesi per le abitazioni nuove e i 13 mesi per i capannoni industriali, mentre nel segmento della locazione i tempi risultano mediamente più contenuti: “Le aspettative di realizzo da parte dell’offerta si scontrano con una domanda debole e con ridotte capacità di spesa, al punto che chi è intenzionato a vendere lo deve fare praticando un sconto elevato sul prezzo richiesto”. La contrazione dei prezzi durerà per tutto il 2014: per quest’anno con una media vicina al -5%, per quello successivo poco al di sotto del 4%.

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