Parlamento Europeo, verso elezioni 2014: “Agire. Reagire. Decidere”

Agire. Reagire. Decidere. E’ questo lo slogan della campagna di informazione lanciata dal Parlamento Europeo in vista delle prossime elezioni europee che si terranno dal 22 al 25 maggio 2014. Saranno elezioni diverse e da queste potrà davvero dipendere il futuro dell’Europa: o ci sarà la svolta verso una vera unione politica, o quel progetto fallirà definitivamente. E’ un momento difficile quello che sta affrontando l’Unione Europea: alla crisi economica si è aggiunto lo scetticismo crescente di alcuni partiti politici (e di conseguenza dei suoi elettori) verso un’Europa che ha fallito il suo obiettivo.

L’obiettivo era quello di creare dei veri e propri Stati Uniti d’Europa, in grado di competere nel mondo ormai globalizzato con le altre forze economiche, alcune delle quali fino a ieri erano considerate Terzo Mondo. E mentre queste forze sono cresciute ad una velocità impressionante, sia in termini economici che in termini di competitività, l’Europa si è indebolita. Alcuni dei suoi Stati membri hanno vissuto (e vivono tutt’ora) momenti così difficili da essere ad un passo dal default. Nei Paesi europei la crisi economica forse sta passando, ma la disoccupazione continua a crescere e i giovani sono tagliati fuori dal mondo del lavoro.

Cosa fare allora? Ce lo chiediamo tutti e se lo chiedono anche gli europarlamentari che si presentano alle prossime elezioni per andare a rappresentare l’Italia a Bruxelles.

“Quest’anno, per la prima volta, l’ultimo Eurobarometro ha registrato un calo del sentimento europeista degli italiani, che si pone al di sotto della media europea – ha dichiarato durante il lancio ufficiale della campagna, che si è tenuto oggi a Roma, Silvia Costa europarlamentare del Gruppo dell’Alleanza Progressista di socialisti e democratici – Voglio precisare, però, che ci sono due tipi di euroscetticismo: c’è quello che deriva da una predicazione ottusa di alcuni partiti politici e poi c’è quel sentimento critico che arriva soprattutto dai giovani che ci chiedono più Europa. Naturalmente è a questo secondo sentimento che dobbiamo cercare di dare delle risposte”.

“Queste elezioni costituiscono una svolta – ha affermato Giuseppe Gargani, europarlamentare del Gruppo del Partito Popolare Europeo – O l’Europa vera si afferma, o fallisce definitivamente. Lo slogan “Più Europa” non va bene perché così com’è, quest’Europa non va: così burocratica e astratta, così soggetta ai mercati e alla finanza, non serve a nessuno. L’Europa deve essere un orizzonte, non solo una moneta. Dobbiamo quindi fare tutto il contrario di quello che abbiamo fatto fin’ora”.

Sembra allora che le prossime elezioni europee siano davvero un momento importante, per l’Italia e per l’Europa: bisognerà cercare di esprimere al meglio i propri rappresentanti, affinché vadano a comporre quella che poi sarà una maggioranza politica. Una maggioranza dove non saranno solo i singoli Stati a dire la loro (per quello c’è il Consiglio Europeo), ma dove i parlamentari italiani siederanno a fianco a quelli francesi, tedeschi e di tutti gli altri paesi, per parlare di temi europei. Già oggi, infatti, i singoli Stati non sono più in grado (neanche legalmente) di prendere alcune decisioni. Perché, dunque, non completare questa trasformazione fino alla fine, costruendo un Parlamento Europeo che risponda ad un vero sistema politico e riesca ad incidere politicamente sulle grandi decisioni? Da elettori abbiamo qualche mese per pensarci e per arrivare all’appuntamento elettorale con le idee chiare su cosa vogliamo andare a dire a Bruxelles.

di Antonella Giordano

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