Pendolari, consumatori e ambientalisti in difesa del trasporto ferroviario

Difendere il servizio universale, assicurare gli investimenti necessari per ammodernare e potenziare il servizio su ferro, garantire il trasporto ferroviario regionale, salvaguardare il patrimonio infrastrutturale del paese recuperando i tracciati ferroviari dismessi: sono gli obiettivi intorno ai quali si sono riunite associazioni di consumatori, di pendolari e ambientalisti che il prossimo 6 ottobre a Roma daranno vita alla prima Assemblea nazionale del trasporto ferroviario e del diritto alla mobilità. Un tema attuale, viste le criticità in cui versa il trasporto regionale, stretto fra  il taglio di spesa e la concentrazione degli investimenti sull’Alta Velocità. Quest’ultima finora non si è integrata con uno sviluppo equilibrato del trasporto su rotaia, peraltro reso ancora più necessario per decongestionare le grandi città e per garantire un’adeguata mobilità a chi, per scelta o per necessità, abbandona l’automobile.

Il comitato è formato da pendolari di tutta Italia, da associazioni dei consumatori e da associazioni ambientaliste, che si incontreranno a Roma per costituire un coordinamento nazionale del TPL e preparare una piattaforma da presentare al Governo e alle Regioni a difesa dei diritti degli utenti.

“Il servizio ferroviario regionale – si legge nella mission del Comitato – soffre in Italia forti criticità derivanti da decenni di investimenti insufficienti, cui, nelle ultime stagioni, si è aggiunto il taglio di spesa sui trasferimenti, che ha generato gravi carenze in termini di pulizie, manutenzioni, carenza di scorte, le quali, inevitabilmente, si traducono in minore affidabilità e puntualità delle corse. Il parziale “federalismo” attuato nel 1997 ha delegato alle Regioni la responsabilità di stipulare i contratti di servizio senza però dotarle di adeguate risorse finanziarie e ha accresciuto il divario sulla qualità delle prestazioni nelle diverse parti del Paese (in ogni caso insoddisfacente ovunque), accentuando la marginalità del Mezzogiorno”.

Il gruppo promotore del comitato evidenzia anche che tutto si è concentrato, negli ultimi tempi, sullo sviluppo dei servizi di mercato quali l’Alta velocità. “L’enfasi al risultato economico, propria dell’attuale vertice del Gruppo Fs, dimentico della funzione pubblica dell’impresa che è chiamato a gestire, ha portato a concentrare l’attenzione unicamente ai servizi “di mercato” – in primis la nuova relazione veloce Torino-Napoli – trascurando (e, spesso, addirittura deliberatamente smantellando) il servizio universale sulle rotte a lunga distanza ed interregionali. In tal modo, l’Alta Velocità non è riuscita a promuovere, come è avvenuto altrove, lo sviluppo equilibrato del trasporto su rotaia sull’intero territorio nazionale, proprio nel momento in cui, complice anche la crisi economica e la congestione delle aree metropolitane, cresce significativamente la domanda di treno”.

Il coordinamento intende dunque confrontarsi con FS, con Regioni e Governo su una serie di obiettivi precisi, che partono dalla difesa del servizio universale, con l’individuazione delle lunghe distanze, delle tratte interregionali e internazionali sulle quali garantire la mobilità dei cittadini e sottolineano la necessità di assicurare gli investimenti necessari per potenziare il servizio su ferro e di difendere il trasporto regionale capillare, anche attraverso forme snelle (tram-treni) che siano messe a gara. Ancora: si vuole salvaguardare il patrimonio infrastrutturale del paese, individuando quei tracciati ferroviari dismessi ma ancora recuperabili.

Il comitato promotore del Forum nazionale del TPL è formato dalle seguenti associazioni: Altroconsumo, Adoc, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Codici, Federconsumatori, Forum Ligure TPL, Legambiente, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, WWF Italia.

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