Pendolari Trenitalia, i Comitati della linea Roma-Napoli chiedono nuovo confronto

A un mese dall’entrata in vigore del nuovo assetto orario della linea Napoli-Roma, i comitati dei pendolari, questa volta nelle vesti del neo costituito Coordinamento dei Comitati della linea Roma-Napoli, tornano a sollecitare l’attenzione delle autorità della Regione Lazio e Campania sulla situazione del trasporto regionale della linea. Il Coordinamento ha organizzato, infatti, un tavolo di confronto con le Regioni Lazio e Campania, i Sindaci delle amministrazioni locali, Trenitalia e RFI, che si terrà sabato 14 gennaio a Minturno. I Comitati sottolineano che si tratta di una linea molto frequentata, strategica per l’economia del Lazio meridionale e del nord della Campania, per la vitalità e la vivibilità dei territori.Si tratta di un’area dove è  molto sentita la necessità di spostamento per motivi di lavoro, per il loro sviluppo turistico e culturale e per garantire agli utenti pieno accesso a strutture essenziali come quelle sanitarie e universitarie.

treni“La linea ferroviaria”, afferma il Coordinamento, “è in grado di garantire tutto questo solamente se i collegamenti sono frequenti, agevoli e pensati per connettere in modo capillare tutti i centri di questa regione densamente abitata. Sono proprio queste condizioni che ci sembrano non essere soddisfatte dal nuovo assetto entrato in vigore l’11 dicembre 2016”.

Il Coordinamento spiega che le difficoltà create da tale assetto erano state previste e fatte presenti nei tavoli di incontro istituzionali che però, essendo stati indetti in una fase tardiva troppo prossima all’entrata in vigore dell’orario, non hanno reso possibile apportare i correttivi suggeriti.

“Purtroppo già dai primi giorni di attivazione i limiti del sistema sono venuti allo scoperto creando problematiche di mobilità notevolmente superiori a quelle che eventualmente si potevano ravvedere nel vecchio orario”, spiegano i Comitati. “Ne sono da esempio le rotture di carico, la cancellazione dei collegamenti diretti con talune stazioni dove salgono o scendono tanti lavoratori (come nei casi di Pomezia e Torricola), la riduzione del numero di collegamenti per molte stazioni intermedie della linea, cancellazioni di treni in alcuni orari nonostante fossero frequentati”.

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