Pil, Istat: invariato nel terzo trimestre

Nel terzo trimestre 2013 il Prodotto interno lordo è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente mentre è sceso dell’1,8% su base annua. Lo rileva l’Istat rivedendo in miglioramento le stime precedenti (-0,1% il congiunturale e -1,9% il tendenziale). Si tratta della prima variazione non negativa dopo otto trimestri (due anni) di cali consecutivi. Lo rileva l’Istat, secondo però, malgrado ciò, “la fine della recessione non può ancora essere dichiarata», anche perché «non è compito dell’Istituto certificarlo”.

“I dati dell’Istat” commenta Confesercenti “ illustrano una situazione economica che sta passando dalla fase recessiva a quella della crescita zero: ciò vuol dire che la ripresa è ancora lontana, soprattutto per quello che riguarda i consumi – ancora in calo – e la disoccupazione, che è destinata a crescere ancora”.

“C’è un dato che l’Istat non può dare ma che invece non va sottovalutato soprattutto da Governo e partiti: cresce il disagio che può trasformarsi – se non ci saranno svolte significative – in una fortissima protesta sociale. Le avvisaglie ci sono tutte ed il malessere che riscontriamo anche nelle Pmi aumenta di giorno in giorno” aggiunge Confesercenti secondo cui “serve stabilità ma anche un ritorno ad un rapido confronto fra Governo e parti sociali per mettere in cambio obiettivi e strumenti in grado di mettere in moto il Paese. Prima si farà, prima spuntare un segno più davanti alla parola Pil”.

Secondo Adiconsum, invece, pur trattandosi di un dato importante, c’è bisogno anche di provvedimenti: “Sono sufficienti poche misure da parte del Governo – spiega Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum – la prima è la riduzione della pressione fiscale che rimanendo a livelli così alti stringe in un morsa le famiglie da una parte e le imprese dall’altra, impedendo di riattivare il circuito virtuoso occupazione-reddito-consumi. Se così non sarà – continua Giordano – vorrà dire che non saremo stati capaci di invertire la rotta e di agganciarci al treno della ripresa che pervade le economie di altri Paesi europei”.

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