PNR, ok del Parlamento al nuovo accordo UE-USA

Via libera dal Parlamento Europeo al nuovo accordo UE-Stati Uniti sul trasferimento dei dati personali dei passeggeri aerei europei alle autorità statunitensi. L’Aula, in Plenaria, ha approvato con 409 voti a favore, 226 contrari e 33 astensioni, l’accordo sulla registrazione dei nomi dei passeggeri (PNR) che sostituisce quello provvisorio, in vigore dal 2007. Il prossimo 26 aprile i Ministri per la giustizia e gli affari interni sigleranno l’accordo, che avrà durata di 7 anni.

I dati PNR sono raccolti dai vettori aerei durante il processo di prenotazione e includono nomi, indirizzi, dettagli di carte di credito e i numeri dei sedili dei passeggeri aerei. Secondo la legge degli Stati Uniti, le compagnie aeree sono obbligate a rendere questi dati disponibili al DHS, dipartimento USA per la sicurezza interna, prima della partenza dei passeggeri dei voli da o verso gli Stati Uniti.

La discussione sull’accordo PNR con gli Stati Uniti si trascinava dal 2010, quando alcuni deputati preoccupati per la protezione dei dati personali hanno esortato la Commissione europea a negoziare un nuovo accordo con gli Stati Uniti.

Il nuovo accordo è arrivato anche se c’è stata una minoranza significativa di deputati che ha votato contro, preoccupata ancora per la salvaguardia della privacy; tuttavia la proposta di deferire l’accordo alla Corte di giustizia europea è stata respinta.

Secondo l’accordo, le autorità statunitensi dovranno conservere i dati PNR in una banca dati attiva per un massimo di 5 anni; dopo i primi 6 mesi, tutte le informazioni che potrebbero essere utilizzate per identificare un passeggero verranno “spersonalizzate”, cioè verranno mascherati dati come il nome del passeggero e il suo/suoi dati di contatto. Passati i 5 anni i dati vengono trasferiti in una “banca dati inattiva”, dove resteranno al massimo 10 anni, con requisiti di accesso da parte dei funzionari americani molto più severi.

Dopo questo periodo i dati vanno resi completamente “anonimi”, eliminando tutte le informazioni che potrebbero servire a identificare il passeggero. In alcuni casi giudiziari specifici i dati vengono conservati fino a quando l’inchiesta viene archiviata.

Lo scopo principale dell’accordo PNR è quello di prevenire, individuare, indagare e perseguire il terrorismo e i gravi reati transnazionali, e “per individuare i soggetti che potrebbero essere sottoposti a interrogatorio o esame approfondito”.

Veniamo ai dati sensibili, cioè quelli che rivelano l’origine etnica, le convinzioni religiose, la salute fisica o mentale o l’orientamento sessuale di un passeggero: sono consentiti solo in circostanze eccezionali di pericolo o seria minaccia per la vita di una persona. Quando questi dati sono legati alla scelta di un pasto per motivi religiosi oppure alla richiesta di assistenza per motivi medici, saranno accessibili esclusivamente caso per caso e saranno cancellati definitivamente entro 30 giorni dal ricevimento, a meno che non vengano utilizzati ai fini di un’indagine specifica.

Se capita che i dati e le informazioni personali non vengano iscritti in modo conforme al nuovo accordo, i cittadini europei hanno il diritto di presentare un ricorso amministrativo e giudiziario in conformità alla legge degli Stati Uniti. Essi avranno inoltre il diritto di accedere ai propri dati PNR e di chiedere al DHS la correzione o la rettifica, compresa la possibilità di cancellazione, se l’informazione risultasse imprecisa.

 

 

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