Pronto soccorso al collasso, a Roma aperta indagine

La Procura di Roma ha aperto un’indagine su tutti i reparti di Pronto Soccorso degli ospedali romani, accusati di carenze, sovraffollamento e soccorsi prestati in condizioni di estremo disagio. Sono state pubblicate online nei giorni scorsi, sul sito del Corriere e di altre testate, foto e video di pazienti medicati in terra, barelle nei corridoi e stanze sovraffollate. Nel fascicolo, aperto al momento contro ignoti e senza ipotesi di reato, è finita un’informativa dei carabinieri del Nas che hanno svolto ispezioni al San Camillo e a Tor Vergata. Il Ministro della Salute Renato Balduzzi “in relazione ai sopralluoghi effettuati dai Nas al Pronto Soccorso di due ospedali romani e alla successiva inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Roma, ha chiesto una relazione dettagliata sull’intera vicenda alla Presidenza della Regione Lazio”. Questa la situazione della sanità nel Lazio.

Lo stato di crisi degli ospedali romani e non solo è denunciato anche dalle associazioni dei consumatori, che parlano di allarme posti letto e di conseguenze delle “politiche fallimentari dei tagli attuati in questi anni”. Per Federconsumatori e Adusbef, sono “inaccettabili le attese e liste di attesa  sempre più lunghe e devastanti, i  pazienti  curati a terra, le  barelle  nei corridoi e negli sgabuzzini, la “piazzetta” per chi è in attesa di un letto, il blocco delle ambulanze. Condizioni inumane ed indegne di un Paese civile”. Negli ultimi dieci anni, denunciano le due associazioni riprendendo un’inchiesta di Quotidiano Sanità, sono stati tagliati circa 45 mila posti letto ospedalieri soprattutto nel pubblico.

“Non c’è crisi o esigenza di bilancio che possa mettere a rischio il fondamentale diritto alla salute dei cittadini. La politica perdente dei tagli attuata in questi anni mina fortemente questo principio, e sta portando dritta al collasso l’intera  rete ospedaliera e il  sistema sanitario – affermano le due associazioni – Per questo, prima di tutto è necessario che Governo e Regioni prendano  misure urgenti ed efficaci per far fronte alla evidente emergenza ricoveri, che si manifesta soprattutto a livello di pronto soccorso”. Federconsumatori e Adusbef annunciano che avvieranno “azioni inibitorie e class action per il ripristino della qualità dei servizi prevista”.

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