Recupero crediti, è tutto lecito? CRTCU stila elenco di pratiche scorrette

Recupero crediti: il nuovo incubo dei consumatori, tra persecuzioni telefoniche e lettere di minacce . Ma è lecito quello che fanno queste società? Sulla questione interviene il Centro di Ricerca e di Tutela dei Consumatori e degli Utenti di Trento che chiede un intervento dell’Antitrust contro le pratiche aggressive ed ingannevoli. Il direttore Carlo Biasior spiega: “Spesso queste società non hanno il mandato conferito dal creditore, o i titoli (contratti) su cui si fonda il credito, o non entrano nel merito delle controversie, con impossibilità di far valere le ragioni dei consumatori!”.Sono circa 200 i consumatori trentini che in un anno hanno riportato al CRTCU le prassi in uso da parte di società finanziarie, telefoniche, energetiche e, ultimamente anche da parte di banche (ma non solo) di affidare il recupero dei crediti a società a ciò dedicate. L’Associazione cerca di fare chiarezza sulle vie ordinarie per recuperare un credito e fino a dove possono spingersi le attività delle società di recupero.

Ecco un paio di casi tipici:

Nonostante la disdetta inoltrata regolarmente la società telefonica continua a mandare bollette all’utente. Non curante dei ripetuti reclami, sia orali che scritti, la compagnia telefonica cede il credito alla società di recupero, che inizia la sua attività inviando lettere con minacce di azioni legali in caso di mancato pagamento.

Un altro caso è quello del credito al consumo: il consumatore estingue anticipatamente il credito alla finanziaria, pagandolo in un’unica soluzione, ma la società, causa negligenza, non invia alcuna dichiarazione di avvenuta estinzione a pagamento avvenuto. Qualche tempo dopo iniziano le richieste della società di recupero credito per un debito estinto!

Ecco cosa c’è da sapere: nella maggioranza dei casi le società di recupero crediti non vanno in tribunale e nemmeno utilizzano forme evolute di soluzione extragiudiziale delle controversie come la mediazione o la conciliazione. La motivazione che spinge una società ad affidare il recupero di un credito alle società a ciò dedicate, piuttosto che avvalersi di un avvocato è chiaramente di natura economica: nel primo caso il credito viene “venduto”, nel secondo il creditore deve sopportare le spese legali e i costi dell’azione giudiziale, senza garanzia alcuna della capienza del patrimonio del consumatore.

Il CRTCU sta raccogliendo le prassi scorrette più frequenti in materia e ne offre un elenco:

  1. utilizzare programmi computerizzati che a cadenza fissa contattano telefonicamente il cliente invitandolo a pagare;
  2. minacce di azioni legali, reiterate, a cui non fa seguito alcun reale tentativo di percorrere la via giudiziale ordinaria;
  3. visite ripetute di “riscossori” al domicilio dei consumatori;
  4. finti atti di citazione (atti di citazione che convocano il consumatore avanti Giudici di Pace territorialmente incompetenti o, finti, nel senso che parte attrice non si costituisce);
  5. buste di posta ordinaria di colore verde, che simulano le buste degli atti giudiziari

E’ possibile segnalare ogni eventuale attività di recupero credito che si ritiene infondata o particolarmente aggressiva telefonando allo 0461 984751.

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