Recupero crediti, Sky Italia si affida a società già multata dall’Antitrust

Sky Italia si affida ad una società di recupero crediti alquanto scorretta che viola le norme in materia di foro competente e obbligo di conciliazione. Il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano segnala la società all’Antitrust, che peraltro l’ha già multata di recente (si tratta della Globalrec). Estremamente grave, secondo l’Associazione, il fatto che per il recupero di un presunto credito una multinazionale come Sky possa ricorrere a società che mettano in atto comportamenti analoghi a quelli già sanzionati dall’Antitrust.

Il CTCU racconta una delle tante vicende che ha per protagonista la signora Bianchi (il nome è di fantasia, ma il caso è reale). Nel 2010 la signora si rivolge al CTCU per una consulenza: il contratto da lei stipulato su base annuale con Sky è stato prolungato (con relative richieste di pagamento) dopo la sua scadenza naturale senza un avviso e nonostante la clausola di rinnovo tacito non sia desumibile dalla richiesta di abbonamento sottoscritta dalla cliente.

Il consulente del CTCU fa reclamo a Sky ma non ottiene alcuna risposta. Nel 2011 reitera nuovamente il reclamo, ma anche in questo caso senza riscontro. Preso atto della ripetuta inadempienza da parte di Sky e basandosi sul fatto che la legge impone lo svolgimento del tentativo obbligatorio di conciliazione prima di qualsiasi altra azione di recupero del credito, archivia la pratica in attesa di sviluppi.

Nel 2012 non succede più nulla, ma nel 2013 la signora Bianchi chiede un appuntamento urgente al CTCU: ha appena ricevuto da uno studio legale di Roma copia di un atto di citazione per conto di Sky Italia (per il tramite della società Telkom Spa) innanzi al Giudice di pace di Roma e con una data di prima udienza indicata per il 30 luglio 2013.

Da una prima verifica emerge che gli atti e i comportamenti dello studio legale sono illegittimi. In primis, la scelta del Giudice di pace viola il foro territoriale competente del consumatore; in secondo luogo, non risulta esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto per legge.

Il consulente del CTCU intima allo studio legale il ritiro immediato dell’atto di citazione: ne segue una fitta corrispondenza, ma le posizioni dell’avvocato incaricato per conto di Sky rimangono le stesse. La prima sorpresa, però, emerge proprio il 30 luglio 2013, ovvero il giorno indicato per la prima udienza: per quella data non risulta nessuna causa iscritta a ruolo dall’avvocato D.C. per conto di Sky Italia. Ma la seconda sorpresa è ancora più grossa: il comportamento dello studio legale non rappresenta un evento isolato, tanto che l’Antitrust è già intervenuta più volte in casi simili infliggendo anche sanzioni di una certa rilevanza. Proprio nel bollettino pubblicato dall’Antitrust il 5 agosto 2013 c’è una multa di 50.000 euro alla società Globalrec. “La pratica commerciale oggetto di valutazione – si legge nel bollettino – si sostanzia nel fatto che – al fine di tentare di recuperare asseriti crediti …omissis… il professionista ha inoltrato a diversi soggetti per il tramite di avvocati, atti di citazione (con l’indicazione fittizia della data della prima udienza) presso sedi di Giudici di Pace sistematicamente diverse da quelle territorialmente competenti, senza procedere ad alcuna iscrizione a ruolo. La condotta del professionista appare idonea, quindi, a determinare nel consumatore medio un indebito condizionamento, ingenerando il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto piuttosto che esporsi ad un contenzioso giudiziario.

La gravità del caso sta però anche nel fatto che per il recupero di un presunto credito una multinazionale come Sky possa ricorrere a società che mettano in atto comportamenti analoghi a quelli già sanzionati dall’AGCM. Per questo lo scorso 9 luglio il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano ha inviato all’Antitrust apposita segnalazione sul caso “Bianchi” in ipotesi di pratica commerciale scorretta, con l’auspicio che l’eventuale sanzione sia sufficientemente elevata da fungere da vero ed efficace deterrente.

Comments are closed.