Rincari energia, Consumatori: pessima notizia per le famiglie

Si profila un inverno rigido: una vera stangata a partire da domani, quando aumenteranno i prezzi di luce e gas. Più 1,7% per l’energia elettrica e soprattutto più 5,4% per il gas, con un aumento trascinato dalla crisi russo-ucraina, ha stabilito l’Autorità per l’energia. Le associazioni dei consumatori sono preoccupate: temono una flessione dei consumi e denunciano le difficoltà delle famiglie. Neanche il bonus sociale a tutela delle fasce deboli può bastare.

La stima dell’Autorità dell’energia dice che, per una famiglia tipo, il rincaro delle bollette sarà di 21 euro (dei quali 19 legati al solo aumento del prezzo del gas). Dice il Codacons: “L’aumento delle tariffe di gas ed elettricità deciso dall’Autorità per l’energia rappresenta una pessima notizia per le famiglie italiane e potrebbe avere conseguenze negative nei prossimi mesi, deprimendo ulteriormente i consumi”. Secondo il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, “in un contesto delicatissimo come quello che sta vivendo l’Italia, con le spese delle famiglie in caduta libera e il potere d’acquisto in costante riduzione, un incremento delle bollette di servizi essenziali come l’energia rappresenta una maledizione, soprattutto per quei nuclei numerosi e a basso reddito. Ma a mantenere elevate le bollette del gas degli italiani – prosegue Rienzi – sono soprattutto le imposte, che incidono mediamente per il 35% sul prezzo finale pagato dai consumatori, contro una media europea del 20%. In tal senso chiediamo al Governo di ridurre al più presto il peso fiscale sulle forniture energetiche degli italiani, allineando le imposte alla media Ue”.

L’Autorità per l’energia ha aggiornato le tariffe sostenendo che comunque quest’anno, con i nuovi meccanismi di calcolo dei prezzi, ci sarà un risparmio di 84 euro rispetto al 2013. Ma, commenta Pieraldo Isolani, Responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, “il risparmio nelle bollette del 2014 è un’amara consolazione in confronto alla stangata che ci aspetta dal primo ottobre”. Da domani infatti e per tutto il trimestre si pagherà l’1,7% in più (2 euro circa) per la luce, con una spesa media annua per la famiglia tipo stimata in 521 euro, e il 5,4% in più per il gas (più 19 euro) con una spesa annua che in media si aggira sui 1148 euro. “La causa è da ricondursi alla crisi Ucraina e ai rialzi stagionali della materia prima:  ma – domanda Isolani –perché gli aumenti in bolletta sono concentrati proprio nel periodo invernale quando le famiglie sono costrette a spendere di più per il riscaldamento? Sarebbe necessario un intervento per spalmare gli aumenti, laddove irrinunciabili, nel corso di tutto l’anno in modo da dare respiro alle famiglie. Inoltre è urgente la revisione del bonus sociale elettrico e del gas a tutela dei consumatori disagiati, soprattutto in vista dei mesi più freddi: ad oggi, infatti, sono ancora troppo poche le famiglie che hanno accesso al bonus rispetto a quelle che ne avrebbero effettivamente bisogno; senza contare che gli importi coprono una quota troppo bassa in rapporto alla spesa annua”.

Fra crisi dell’Est Europa e recessione economica, aggiunge Codici, lo scenario non promette nulla di buono. “E’ arrivato il momento di cambiare mix energetico – dichiara il segretario nazionale di Codici, Ivano Giacomelli – e soprattutto di cambiare le abitudini dei consumatori”. Dice il responsabile Affari Istituzionali dell’associazione Luigi Gabriele: “Chiediamo al Governo, una volta tanto, di mettere in agenda delle politiche di risanamento degli edifici e una vera incentivazione al risparmio e all’efficienza energetica anziché continuare a parlare di ridicoli sconti in bolletta per le medie imprese che inciderebbero solo sul 3% delle imprese energivore. Tenendo a mente che il semplice cambiamento delle abitudini potrà aiutare i consumatori a superare un inverno che sarà, si certamente rigido, ma sotto il profilo dell’economia familiare”.

Preoccupazione arriva anche da Federconsumatori e Adusbef che chiedono un intervento concertato anche a livello europeo. Dicono i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti: “L’aumento delle tariffe energetiche è cosa gravissima. In una situazione in cui il potere di acquisto delle famiglie è ridotto ai minimi termini tale aumento influirà sia direttamente che indirettamente sui consumi e su un mercato assai contratto, per via della grave crisi economica che da troppo tempo attanaglia il Paese. Quindi si rende assolutamente necessaria una riduzione anche temporanea della tassazione che incide per il 36% sulle tariffe al fine di mantenere l’invarianza delle tariffe stesse. Inoltre – aggiungono – chiediamo che vi sia un intervento più determinato da parte della Commissione Europea al fine di tagliare le unghie alla speculazione sempre presente, che utilizza le tensioni internazionali che coinvolgono i paesi produttori come la Russia”.

“Non serve soltanto prendere atto della crisi ucraina – afferma a sua volta Pietro Giordano, presidente nazionale Adiconsum –  forse sarebbe il caso di comprendere e far comprendere cosa il Governo e la stessa Autorità hanno messo in campo per evitare che tale crisi avesse riflessi così pesanti sulla bolletta (+5,4% e +1,7%). Non serve neanche continuare a registrare i dati, dimenticando che il nostro Paese ha un grosso problema di stoccaggio del gas, in quanto non si è attuata alcuna politica per incentivare e realizzare degassifigatori capaci di contingentare l’erogazione nei momenti di bisogno, anziché acquistare nuove partite di gas. Per l’energia elettrica – continua Giordano – il problema non sono le imposte che sono il 13,27% (per la benzina raggiungono il 50%), ma i costi dei servizi (prezzo energia+prezzo dispacciamento+prezzo  commercializzazione) che hanno raggiunto il 49,04%, a fronte di un costo della materia prima che da un anno e mezzo è in costante ribasso”. A questo, afferma Giordano, si aggiungono gli oneri di sistema sulle fonti rinnovabili e assimilate. “Ecco perché diventa secondario, di fronte a tali cifre, un eventuale abbattimento degli oneri per lo smantellamento delle centrali nucleari che incidono soltanto per il 6,43% del totale degli oneri generali di sistema – dice Giordano – Comprendiamo che l’Autorità debba tranquillizzare le famiglie e le imprese ma certo c’è poco da stare allegri. L’ultimo trimestre dell’anno avrà costi ulteriori visto che andremo verso la stagione fredda, con un aumento esponenziale dei costi di riscaldamento per famiglie e imprese, soprattutto le piccole imprese”.

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