Risparmio tradito, Confconsumatori: “vittoria lampo” a Padova

Quando si dice una “vittoria lampo”. E’ accaduto a 4 risparmiatori che – assistiti da Confconsumatori – sono ritornati in possesso dei loro risparmi investiti in un fondo comune in perdita. Il Tribunale di Padova ha, infatti, condannato, con ordinanza, la finanziaria a rimborsare la perdita subita, maggiorata degli interessi e delle spese. I padovani avevano subito una perdita di € 23.428,91 a fronte di un investimento di € 51.645,69. Il principio sancito  è che l’investimento è nullo se manca il contratto generale d’investimente oppure se se il medesimo sia stato sottoscritto dal solo investitore.Ma la particolarità della sentenza – spiega Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori – sta nella circostanza che la condanna sia contenuta non come normalmente avviene in una sentenza, ma in un’ordinanza ottenuta in pochissimo tempo tramite il c.d. procedimento sommario di cognizione, introdotto con la riforma del codice di procedura civile contenuta nella legge 18 giugno 2009 n. 69.

Quanto alla sentenza, il giudice si è uniformato all’orientamento ormai piuttosto consolidato in giurisprudenza, secondo cui, perché un investimento bancario non sia nullo per difetto di forma a norma dell’art. 23 TUF, è necessario che lo stesso sia accompagnato da un contratto generale d’investimento – quello che regola tutti i rapporti tra banca e investitore – sottoscritto, oltre che dal cliente, anche dal legale rappresentante dell’istituto. Sempre per il Tribunale, non ha rilevanza che il documento sia stato prodotto in giudizio dall’Istituto di Credito, come pure il fatto che tale circostanza non sia stata dedotta dall’attore fin dall’inizio, bastando, per superare entrambe le eccezioni, che con l’atto introduttivo sia stata chiesta la nullità per difetto di forma.

Un commento a “Risparmio tradito, Confconsumatori: “vittoria lampo” a Padova”

  1. SettoreFinanza ha detto:

    Ecco era ora. Bella vittoria.