“Salute: obiettivo 100%”, iniziativa Libera e Gruppo Abele per sanità trasparente

Un monitoraggio “civico” per conoscere lo stato di trasparenza della sanità pubblica in Italia partendo dalle aziende sanitarie in ogni singola regione. “Salute: obiettivo 100% per Aziende sanitarie trasparenti” è la nuova iniziativa della campagna “Riparte il futuro”, promossa da Libera e Gruppo Abele, in occasione della Giornata mondiale contro la corruzione, che si celebra oggi. Alla petizione aderisce il Movimento Difesa del Cittadino.

La legge 190/2012 prevede che tutti gli enti pubblici, aziende sanitarie comprese, si dotino di strumenti per contrastare la corruzione e facilitare la trasparenza. Le aziende sanitarie sono quindi tenute, entro il 31 gennaio 2014, a nominare il responsabile locale anticorruzione, a pubblicare online il Piano triennale anticorruzione e a fornire informazioni complete sui vertici dell’organo di indirizzo politico (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo).

La campagna “Riparte il futuro” monitora lo stato di applicazione di questi 3 parametri nelle 237 aziende sanitarie italiane, attribuendo un peso percentuale specifico ai diversi parametri presi in esame, in modo da arrivare a un punteggio unico e sintetico, partendo da una ricerca svolta dalla rete “illuminiamo la salute” promossa da Agenas.

La prima fotografia del monitoraggio di Libera e Gruppo Abele (aggiornato al 15 novembre) presenta luci e ombre, tenendo conto che i dati sono in continua evoluzione visto che c’è ancora più di un mese per adeguarsi alla norma: Basilicata (76% ) e Friuli Venezia Giulia (69%) sono le regioni più virtuose per la trasparenza nelle singole aziende sanitarie. Ancora molto lavoro da fare, invece, in Sardegna (12%), Marche (14%), Calabria (15%) e Campania (19%). Fanalino di coda il Molise con l’unica azienda sanitaria che non ha ancora attuato, allo scorso 15 novembre, nessuno dei tre interventi previsti dalla legge 190/92 e oggetto del monitoraggio. Superano la soglia del 50% la Lombardia (58%) l’Abruzzo (53%) e il Piemonte (51%), seguite dalla Liguria (50%).

L’obiettivo dell’iniziativa promossa da Libera e Gruppo Abele è quello di tutelare e difendere da opacita, illegalità e corruzione un Servizio sanitario pubblico che dal 1978 garantisce cure e assistenza ai cittadini. Per raggiungere questo risultato è stata promossa online su www.riparteilfuturo.it e in oltre 100 punti sparsi per il paese la raccolta di firme per la petizione “Salute: obiettivo 100%”.

A partire da oggi, 9 dicembre, sul sito www.riparteilfuturo.it, per la prima volta nella storia del nostro Paese sarà la società civile ad attribuire a ogni Azienda sanitaria un punteggio, aggiornando i dati del monitoraggio. Via via che ognuna delle Aziende rispetterà le richieste della petizione e le prescrizioni di legge, il punteggio aumenterà. Ogni utente potrà consultare online lo stato di avanzamento della propria Regione e le informazioni relative alla singola azienda sanitaria presente sul proprio territorio. Sarà in grado di sapere con un semplice click, ogni volta che l’informazione sara’ resa pubblica, chi governa la propria Azienda, chi è chiamato a vigilare sulle politiche anticorruzione e come queste saranno portate avanti.

“Controlleremo giorno per giorno che le Aziende sanitarie rispondano alle tre richieste della petizione e alle prescrizioni di legge. Vogliamo- concludono Libera e Gruppo Abele – che non vengano concesse proroghe e che i rinvii non siano la norma. Trasparenza e anticorruzione possono salvarci la vita e con una firma vogliamo dare inizio a una efficace terapia, che renda integro e trasparente il nostro Servizio sanitario nazionale. In gioco ci sono un patrimonio del paese da difendere, la professionalità di tantissimi operatori sanitari e la nostra salute.”

Anche il Movimento Difesa del Cittadino aderisce e rilancia la petizione di Libera “Obiettivo 100% per aziende sanitarie trasparenti”, libere da quelle forme di illegalità che sottraggono risorse preziose alla salute. Come si legge nel testo della petizione, nel solo triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati nella sanità per oltre 1 miliardo e mezzo di euro. “Ripartire dalla sanità – dichiara il Movimento Difesa del Cittadino – come principio base di un sistema che punta sul benessere dei suoi cittadini per poi raggiungere tutte le altre realtà sociali, politiche ed economiche del nostro Paese. Da nord a sud sono tanti gli scandali che coinvolgono dirigenti e istituzioni e che hanno pesanti ricadute sui servizi di pubblica utilità. Puntare il futuro sulla legalità è una sfida che come rappresentanti dei diritti dei cittadini accogliamo con fiducia e che vogliamo sia una realtà radicata più che una conquista. Invitiamo tutti ad aderire e diffondere la petizione tra i propri contatti”.

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