Sanità, la mini riforma Balduzzi fa discutere

E’ ancora una bozza provvisoria, ma ha già scatenato più di una polemica: si tratta del decreto “Sanità e Sviluppo” presentato dal Ministro della Salute Renato Balduzzi che sarà discusso in Consiglio dei Ministri venerdì 31 agosto. Il testo, già famoso come “decretone”, è composto da 27 articoli che toccano un po’ tutto (una mini riforma della sanità): dall’organizzazione del sistema sanitario all’intramoenia, dai farmaci alle sigarette, dai videopocker alle bibite gassate. Tanti i soggetti interessati e, di conseguenza, tante le reazioni.

Da giorni, ad esempio, si parla della tassa sulle bibite gassate e zuccherate che il Ministro Balduzzi pensa di introdurre per scoraggiarne l’uso e favorire un più corretto stile di vita. In molti, però, non credono che questa sia la strada giusta. “Come può un aumento di tre centesimi a bottiglietta scoraggiare i consumi di bibite gassate zuccherate? Servono invece interventi concreti di prevenzione della salute, come una severa regolamentazione del marketing alimentare”. E’ il  commento di Silvia Biasotto, Responsabile del Dipartimento Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino che aggiunge: “Se l’obiettivo del Ministro è quello di scoraggiare i consumi di bibite zuccherate la tassa dovrebbe essere altissima ed incidere per oltre il 100% sul prezzo del prodotto. E’ evidente che l’obiettivo primario della misura sia quello di fare cassa”.

Sarebbe più utile regolamentare severamente il marketing alimentare  – conclude Biasotto – Non dimentichiamo che molti spot di bibite analcoliche gassate sono destinati alle giovani generazioni e che molta della popolazione non ha il livello socio culturale, l’età e una preparazione in tema di alimentazione in grado di decodificare le pubblicità che invadono i programmi televisivi. Trovo contradditorio promuovere da una parte un prodotto che poi viene tassato perché ritenuto contrario a uno stile di vita più sano!”

“Tassando i beni di consumo non si contribuisce né al miglioramento della salute della popolazione, né alla crescita e al rilancio dell’economia italiana – dichiara il Presidente di Centromarca Luigi Bordoni – In più occasioni abbiamo espresso apprezzamento per l’operato del Governo Monti. La sua azione rigorosa di riforma è indispensabile per il risanamento dei conti pubblici e per restituire credibilità internazionale al Paese. Quel che manca, e che l’Industria di Marca si aspetta, è un’azione altrettanto forte a favore delle crescita e a sostegno della domanda. E’ paradossale – aggiunge Bordoni – che in una situazione di pesante stagnazione l’esecutivo presenti venerdì prossimo in Consiglio dei Ministri l’introduzione di nuove tasse sulle bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti e sui superalcolici. L’effetto sarà un’ulteriore indebolimento dei consumi, accompagnato da una riduzione del gettito fiscale e da forti ripercussioni sulle imprese e sui livelli occupazionali.”

Secondo Federconsumatori la riforma allo studio del Ministro Balduzzi contiene “molto fumo e poco arrosto”. L’Associazione elenca alcune misure positive, come quelle che regolano l’intramoenia, o il nuovo sistema di nomine dei direttori sanitari (nominati non dai Governatori, ma dalle giunte regionali) e la costituzione di veri e propri presidi territoriali aperti 24 ore su 24. Ma il decreto contiene alcune misure poco efficaci o addirittura improponibili” come il provvedimento per la lotta alla ludopatia dilagante nel nostro Paese (il gioco è l’unico settore che non conosce crisi, ha raggiunto un giro di affari di oltre 90 miliardi di euro, in crescita di anno in anno).

Non ha alcun senso introdurre, per l’installazione di videopoker, l’obbligo di distanza minima di 500 metri da scuole, centri giovanili, luoghi di culto, strutture residenziali o strutture operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale se poi, in televisione ed attraverso i principali media, i cittadini sono continuamente tartassati da pubblicità che promuovono le lotterie più varie e fantasiose – denuncia Federconsumatori – Ormai persino nelle poste si possono acquistare i gratta e vinci!” Secondo l’Associazione se veramente si volesse combattere la “febbre da gioco” bisognerebbe bandire i videopoker, smettendo di far leva sulla crisi e sulla voglia di evasione dei cittadini per rimpinguare le casse dello Stato.

Federconsumatori è contraria anche alla tassa sulle bibite gassate che graverebbe ulteriormente sui consumi: “si facciano campagne di educazione alimentare, insegnando come scegliere i prodotti più salutari e meno grassi”. Secondo l’Associazione, per una vera politica di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale e per i cittadini, è necessario operare sul versante dei farmaci equivalenti, avviando campagne per informare correttamente i cittadini in merito e disponendo l’ingresso in produzione dei farmaci monodose, che consentiranno ai cittadini l’acquisto del farmaco nella quantità opportuna a seconda della propria terapia, evitando sprechi e maggiori spese.

Le nuove norme sui tabacchi e i videopoker previste dal decreto sanità non risolvono i problemi di salute pubblica, ma puniscono ingiustamente imprese e consumatori”. E’ quanto sostiene Assotabaccai-Confesercenti, l’associazione di categoria che riunisce i tabaccai, secondo cui “le nuove norme restrittive presenti nel decreto hanno un effetto negativo solo sugli imprenditori, trasformando i tabaccai in agenti di polizia che devono far rispettare un divieto facilmente aggirabile. E costringendo a spostarsi i concessionari che hanno legalmente acquisito la licenza dei videopoker, nella speranza che pochi metri di distanza in più da scuole e ospedali possano prevenire le ludopatie e il gioco compulsivo.

Dal Governo aspettiamo, invece di un ritorno al semplice proibizionismo, un piano legislativo organico di lotta alla dipendenze e al gioco d’azzardo illegale, che faccia opera di prevenzione ed educazione alla salute presso i cittadini e impedisca il proliferare di attività criminali. Invece, con le norme previste dal decreto”, conclude Assotabaccai, “temiamo una crescita del contrabbando di sigarette – che solo nel 2010 ha arrecato un danno alla filiera di 650 milioni di euro, di cui 485 sottratti al gettito fiscale – e del gioco d’azzardo non autorizzato, a discapito degli imprenditori che hanno le carte in regola”.

Diversa la posizione del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, espressa dal suo coordinatore nazionale Giuseppe Scaramuzza: “Non è sbagliato lavorare per promuovere uno stile di vita più sano tra i cittadini, soprattutto tra i più giovani. Così come ci sembra opportuno disincentivare l’uso di bibite, fumo e giochi per ricavare risorse e finanziare il servizio sanitario nazionale e in particolare il Programma nazionale per la non autosufficienza. Per una maggiore integrazione socio sanitaria e per contenere le spese, chiediamo l’abolizione degli assessorati regionali al sociale mantenendo un unico assessorato socio-sanitario. Troppo spesso abbiamo assistito a norme ed iniziative che si contraddicevano tra loro, e a farne le spese sono sempre i cittadini”. “Giudichiamo positivamente – continua Scaramuzza – il riordino dell’assistenza territoriale h24 con qualche rischio però per le zone rurali e montuose del Paese, che sono la gran parte, in cui non sarà facile per i medici di famiglia aggregarsi. Inoltre, chiediamo che sia affermato il ruolo strategico degli infermieri senza i quali non si potrà procedere ad un reale riordino dell’assistenza territoriale”.

Positiva, secondo il Tdm, anche la norma che obbliga le Regioni a rendere immediatamente disponibili ai cittadini i farmaci innovativi. “Attenzione, invece, ai nuovi Lea, per i quali si prevede l’aggiornamento entro il 31 dicembre, purchè non sia al ribasso per i cittadini; è positivo il tentativo di semplificare le attività in intramoenia e renderne trasparenti e tracciabili i pagamenti, ma ci preoccupa la definizione delle tariffe che potrebbero essere ritoccate al rialzo”. Ok al fascicolo sanitario elettronico, ma bisogna iniziare dalla cartella clinica elettronica, per evitare i frequenti errori dovuti alla cattiva interpretazione della scrittura del medico. “Bene – conclude Scaramuzza – il limite di 65 anni per la nomina dei direttori generali delle Asl e l’esperienza professionale quinquennale, ma occorrerebbe definire parametri leggibili con curricula accessibili a tutti su internet. La valutazione dei dirigenti andrebbe fatta, inoltre, con il contributo dei cittadini-utenti, e questo non c’è nella bozza del decreto”.

 

2 Commenti a “Sanità, la mini riforma Balduzzi fa discutere”

  1. beniamino simeoli ha detto:

    attenzione per risparmiare sulla sanita’ basterebbe applicare un mini ticket su ogni ricetta medica e una quota di patecipazione in base all mporto di una ricetta per analsi cliniche e di diagnostica
    a tutti gli utenti del servizio sanitario ad esclusione degli invalidi,
    gl utenti per patlogia pagherebbero meta’ quota.
    in questo modo si snellirebbe il lavoro delle aziende che non utilizzerebbe personale al rilascio di esenzione, file agli sportelli, autocertificazion, modelli isee per avere l’ esenzione, fogli di carta,fotocopie, archiviazione ed altre amenita’ che vengono effettuate nei distretti sanitari.
    ancora piu’ facile e rispArmiosa sarebbe l’ obbligo immediato della ricetta on line, cosi’ come e’ stato fatto per le certificazioni di malattia. NON PIU’ RICETTE STAMPATE DAL POLIGRAFICO, INVIATE ALLE REGIONI CHE A LORO VOLTA CONSEGNANO ALLE ASL CHE A LORO VOLTA CONSEGNANO A DISTRETTI SANITARI E CHE A LORO VOLTA CONSEGANO AI MEDICI DI BASE. TEMPO UOMINI E MEZZI UTILIZZATI PER UNA CONFUSIONE ENORME.
    TENETE PRESENTE CHE UNA REGIONE COME LA CAMPANIA CHE NEL 2011 HA EROGATO CIRCA 60 MILIONI DI RICETTE SOLO PER LA SPESA FARMACEUTICA, QUANTO INCASSEREBBE SE FOSSE APPLICATO UN TICKET MEDIO DI 3 EURO? UNA FINANZIARIA DA UTILIZZARE PER I GLI INVALIDI GLI ANZIANI E L’ ASSISTENZA DOMICILIARE.

  2. eugenio ha detto:

    le lobby del tabacco non si toccano invece di pensare alle bollicine perchè non aumentare il costo delle sigarette mettendo un accise di un euro a pacchetto.I danni da fumo sono più gravi di un bicchiere di coca cola..
    E’ chiaro che quella è solo un balzello in più che non porterà soldi in cassa ma creerà problemi occupazionali perchè a fronte di un minor consumo ci sarà meno investimento e operai a casa .