Sanità nel Lazio, Recup a rischio?

È polemica sull’operatività del call center Recup della Regione Lazio: nei giorni scorsi la cooperativa Capodarco, che gestisce il servizio, ha annunciato la sospensione dell’attività a partire da domani per la mancata regolarizzazione dei pagamenti dell’attività nel 2012, ma dalla Regione Lazio assicurano che la questione sarà risolta in questi giorni. Intanto Cittadinanzattiva Lazio – Tribunale per i Diritti del Malato esprime solidarietà agli operatori del Recup, che ogni giorno garantiscono la prenotazione di visite ed esami diagnostici e specialistici nelle strutture sanitarie della Regione Lazio.

Due giorni fa, in una lettera inviata alla governatrice uscente Renata Polverini, al commissario della sanità Filippo Palumbo e alle organizzazioni sindacali, la direzione della cooperativa sociale Capodarco ha annunciato di essere “costretta a procedere all’interruzione del servizio a far data dal prossimo 14 febbraio”. Nella lettera si legge che “ci si nega perfino il riconoscimento del debito nonostante la cooperativa abbia condotto sin qui l’attività in maniera regolare secondo gli inviti e le indicazioni dirette della Lait e della Regione anche riferite ai tagli di spending review da attuare. I fatti descritti ci impediscono di proseguire l’attività anche per carenza di credito da parte delle banche finanziatrici, le quali ci avevano richiesto anche il solo riconoscimento del debito per continuare a finanziarci l’attività”.

Dalla Regione Lazio hanno fatto sapere, a stretto giro, che la questione sarà risolta nei prossimi giorni. “In merito all’annunciata sospensione del servizio call center del Recup, si precisa che la questione sollevata in modo del tutto strumentale sarà risolta nei prossimi giorni, come è ben noto ai dirigenti della cooperativa di Capodarco – informa la Regione Lazio in una nota – Di conseguenza, il finanziamento atteso sarà trasferito alla società regionale Lait, titolare del servizio Recup, che a sua volta provvederà ad erogare i fondi a Capodarco per le prestazioni erogate nell’anno 2012”.

Nell’attesa che la situazione si definisca, Cittadinanzattiva Lazio – Tribunale per i Diritti del Malato “esprime la sua piena solidarietà agli operatori del Recup in quanto con il loro lavoro quotidiano offrono un servizio prezioso per la comunità e rivolge un appello agli amministratori della Regione Lazio a mettere in campo azioni concrete per scongiurare la sospensione del servizio”. Per un modello regionale che vuole unire efficacia ed efficienza, prosegue la sigla, “appare decisamente sconcertante riscontrare che ancora una volta ad essere a rischio sono proprio quei servizi, testimoni di  “buone pratiche” ad essere messi nell’impossibilità di funzionare poiché manca una gestione efficace delle risorse. Vogliamo ricordarlo, il sistema del Recup, nonostante tutte le criticità del nostro SSR a  partire dalle liste d’attesa, è un modello efficace di gestione dell’incontro tra domanda e offerta di prestazioni sanitarie pubbliche”.

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