Sciopero ginecologi: positivo incontro con Ministro Balduzzi, ma la protesta continua

Nella giornata di oggi si attende la conferma definitiva dello sciopero di ginecologi ed ostetriche proclamato per il prossimo 12 febbraio. Venerdì scorso c’è stato l’incontro con il Ministro della Salute Renato Balduzzi, che ha offerto un’apertura a modificare la legge (fatta da lui), accogliendo le richieste dei medici sulle assicurazioni e sulla messa in sicurezza dei punti nascita e impegnandosi a intervenire sui tetti ai risarcimenti. Ma la protesta resta in piedi, almeno finché non arriva la convocazione ufficiale da parte del Ministero per le sigle che aderiscono allo sciopero.

“La disponibilità espressa dal Ministro, da sola, non basta” fa sapere Nicola Surico presidente della Sigo, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, tra le sigle che hanno proclamato lo sciopero. “L’incontro è andato bene – ha detto Surico – È stato ribadito che la protesta è rivolta soprattutto ad attrarre l’attenzione di tutte le forze politiche affinché si facciano carico di inserire nei rispettivi programmi di Governo la problematica del contenzioso medico legale e introdurre i correttivi necessari per raffreddarlo, contenendo così il fenomeno della medicina difensiva, e contemporaneamente affrontare e risolvere i problemi della sicurezza dei punti”.

“Il Ministro Balduzzi ha riconosciuto che la legge che ha fatto è perfettibile e ha chiesto la collaborazione di Sigo, Fesmed, Aogoi, Sigo, e i chirurghi dell’Acoi”. Secondo il presidente Sigo, a breve è attesa una convocazione, “a partire già da oggi, per avviare tavoli tecnici per lo studio di un decreto attuativo in cui inserire le nostre richieste, presenti in un documento che abbiamo consegnato al Ministro: la rivisitazione del contenzioso medico legale, la messa in sicurezza dei punti nascita e l’obbligatorietà da parte delle aziende sanitarie di assicurarsi”.

Surico fa sapere che Balduzzi si “è impegnato a parlare con il Ministro di Grazia e Giustizia per rivedere i tetti dei risarcimenti nei contenziosi medico-legali”. “Si attende, dunque, che alle parole del Ministro seguano i fatti e che le forze politiche diano dei segnali di interesse alle nostre richieste ponendole nei loro programmi di governo. Intanto la protesta continua”.

Ad arricchire la protesta ci sono i discussi dati sui parti cesarei, pubblicati dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) prima dell’incontro con il Ministro Balduzzi. Secondo la ricerca in Italia il 43% dei parti cesarei sarebbero “ingiustificati” e provocherebbero uno spreco di 85 milioni di euro. “Noi ginecologi non vogliamo essere accusati di truffare il sistema sanitario nazionale – sottolinea Surico – La Sigo da anni denuncia l’eccessivo ricorso alla via chirurgica nei reparti materno-infantili.In Italia troppi neonati vengono al mondo tramite parto cesareo. Per contrastare questo fenomeno è fondamentale applicare la riforma dei punti nascita del 2010, che prevede la riorganizzazione su tutto il territorio nazionale dei reparti materno-infantili”.

Surico precisa che “molte criticità avvengo in strutture sanitarie private accreditate. Chiediamo quindi che la revisione delle tariffe Drg venga applicata a livello nazionale sia nel settore pubblico che privato. Questo provvedimento potrebbe ottenere risultati significativi sul contenimento delle nascite per via chirurgica. In sintesi bisogna riorganizzare l’intero sistema. Per questo chiediamo alle forze politiche, che vinceranno le prossime elezioni, di applicare immediatamente la riforma dei punti nascita del 2010 che prevedeva la chiusura di tutti i reparti che svolgono meno di 500 parti l’anno. Dopo due anni – conclude Surico – dobbiamo costatare con grande rammarico che gran parte di quei provvedimenti sono rimasti solo sulla carta”.

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