Sciopero tir, volano i prezzi. Zucchine come gioielli

Volano i prezzi di frutta e verdura. Sui banchi dei supermercati alcuni prodotti cominciano a scarseggiare, mentre per altri è boom dei prezzi. Si segnalano peperoni e melanzane a 3,10 euro al chilo, pomodori ciliegino a 5,45 euro al chilo. Nei mercati rionali di Roma le zucchine viaggiano a 5,50 euro al chilo mentre in molti supermercati le scorte scarseggiano.

Sui banchi della grande distribuzione cominciano a mancare arance, broccoli romaneschi, zucchine e melanzane, kiwi e clementine, perché si è interrotta la catena dell’approvvigionamento. Un po’ meglio va nei mercati rionali, dove sono gli stessi agricoltori a rifornire i banchi. Dopo l’avvio della protesta dei tir, la situazione sta migliorando sul versante della circolazione ma non su quella dei rifornimenti che cominciano a scarseggiare. Si segnalano speculazioni sui prezzi di frutta e verdura e su quello dei carburanti, con distributori che sono stati presi d’assalto dagli automobilisti spaventati dallo sciopero dei tir e da quello annunciato dei benzinai. Molti impianti hanno il carburante ormai esaurito o in via di esaurimento, mentre si registrano rincari speculative sui prezzi di benzina e diesel in alcuni distributori di benzina.

Continuano i presidi dei tir e se la situazione sta tornando alla normalità sul fronte della circolazione, si aggravano invece i disagi sulle scorte alimentari. Di speculazioni nei prezzi parlano sia gli agricoltori che i consumatori. Coldiretti denuncia che le scorte saranno ormai esaurite in due giorni, ma alcuni prodotti già mancano e le verdure sono rincarate anche del 40%. Si rischia di buttare 50 mila tonnellate di prodotti alimentari deperibili al giorno, afferma l’associazione, che oggi sta distribuendo in diverse piazze frutta, verdura, uova e latte rimasti bloccati nelle aziende agricole e nei magazzini a causa dello sciopero degli autotrasportatori. Secondo un monitoraggio effettuato da Coldiretti nei mercati e supermercati di Roma, non si trovano più né zucchine né arance di Sicilia, la lattuga c’è solo in busta preconfezionata, di pomodori ce ne sono pochi e a prezzi esorbitanti con i datterini venduti addirittura a 8,7 euro al chilo. I danni al made in Italy agroalimentare ammontano ormai a 100 milioni di euro.

Gli aumenti dei prezzi raggiungono anche il 50%, denuncia il Codacons. “In tutto il paese – spiega il presidente Carlo Rienzi – si stanno registrando aumenti anomali dei listini al dettaglio nel settore alimentare, specie per ortofrutta, pesce, latte e prodotti freschi, con incrementi dei prezzi che raggiungono addirittura quota +50%. Anche i carburanti stanno subendo forti variazioni al rialzo in numerosi impianti. Temiamo che alle criticità nei rifornimenti delle merci determinate dallo sciopero degli autotrasportatori, si stiano aggiungendo le speculazioni di chi, approfittando della situazione di caos, abbia deciso di aumentare ingiustificatamente i listini al dettaglio. Per tale motivo chiediamo alla Guardia di Finanza di intervenire attraverso controlli in tutta Italia tesi a sanzionare rincari speculativi di alimentari e carburanti”.

Adiconsum chiede di liberare le strade e di porre uno stop alle speculazioni. “Non sono tollerabili – ha detto il segretario generale dell’associazione Pietro Giordano – comportamenti ricattatori da parte di una minoranza priva di etica e di senso di responsabilità. Il diritto di sciopero è un diritto fondamentale, ma non può diventare un’arma contro la democrazia e il vivere civile di un Paese. Adiconsum – conclude Giordano – ha chiesto lo sgombero immediato di strade e autostrade e l’intervento della Guardia di Finanza e di Mr. Prezzi per colpire le speculazioni che stanno operando alcuni esercizi commerciali, sfruttando come sciacalli il blocco dei Tir”.

L’Unione Nazionale Consumatori di Roma e Lazio denuncia che da una indagine iniziata già prima dei blocchi autostradali, “in alcuni mercati rionali di Roma erano già emersi indizi ‘speculativi’ sui prezzi di frutta e verdura praticati da alcuni produttori locali e commercianti al dettaglio, con aumenti assai rilevanti rispetto ai prezzi degli stessi prodotti venduti all’ingrosso”.  Anche l’associazione sottolinea che il primo frutto del blocco dei tir sono rincari generalizzati con zucchine “battute” anche a 7 euro al chilo. Neanche fossero gioielli.

 

di Sabrina Bergamini

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