Scuole, rinviare apertura di quelle non a norma. Cittadinanzattiva: lo è solo una su 4

Alla vigilia dell’apertura delle scuole (la prima Regione ad iniziare è stata oggi la Valle d’Aosta) le Associazioni dei consumatori rilanciano il tema della sicurezza degli istituti scolastici, anche sulla scia della decisione presa dal sindaco di Campobasso di rinviare l’apertura delle scuole non a norma. Il Codacons rilancia l’appello a tutti i sindaci dei Comuni italiani: “Chiudere gli istituti scolastici non a norma e rinviarne l’apertura a data da destinarsi”. “Il non rispetto delle norme vigenti e la mancata presenza dei certificati in materia di incendi, sisma, agibilità, ecc. , rendono di fatto fuorilegge gli edifici scolastici consentendo ai sindaci di rinviare l’apertura degli istituti, cosi’ come ha fatto il sindaco di Campobasso – ha dichiarato il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – In caso di incidenti e di danni a persone e cose all’interno di scuole non a norma, infatti, gli stessi sindaci potrebbero essere chiamati a risponderne, assieme alla province”. 

Per questo il Codacons invita i sindaci di tutta Italia a disporre la chiusura temporanea degli edifici scolastici fuorilegge in attesa della loro messa in sicurezza, e con la formazione delle nuove classi annuncia una pioggia di ricorsi contro le “classi pollaio”, ossia quelle dove, a causa dell’elevato numero di studenti, non si rispettano i limiti di spazio minino per alunno fissati dalla legge. I genitori possono valutare il livello di sicurezza delle scuole frequentate dai propri figli utilizzando l’apposito questionario pubblicato alla pagina “scuola sicura” del sito www.codacons.it.
 
Cittadinanzattiva svela che solo una scuola su 4 è a norma di legge: è quanto emerge dal “X Rapporto nazionale su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici” curato nell’ambito della campagna Impararesicuri. Il Rapporto verrà presentato a Roma il prossimo 20 settembre e fa il punto su 111 edifici scolastici di 10 regioni: Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia ed Umbria. Si fa il quadro della presenza delle certificazioni di agibilità statica, igienico-sanitaria e di prevenzione incendi previste dal decreto 81/08 e risultano al di sotto della media nazionale fornita dal Ministero dell’Istruzione che parla di 1 scuola su 3 priva delle certificazioni di sicurezza.
 
Lesioni strutturali e distacchi di intonaco, condizioni di aule, palestre e bagni, barriere architettoniche, certificazioni e condizioni degli impianti, livello di manutenzione,  diffusione delle attività di prevenzione e vigilanza, sono i principali elementi attraverso cui il X Rapporto, come ogni anno, fotografa lo stato delle scuole italiane dal punto di vista della sicurezza, qualità e comfort. Sempre il 20 settembre Cittadinanzattiva presenterà la IV Indagine su percezione e conoscenza del rischio sismico che nasce da questionari diretti a 2000 studenti delle scuole primarie e secondarie di Campania e Calabria e ai loro genitori per valutare quanto conoscono del fenomeno sismico e del territorio in cui vivono.

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