Settimana delle vaccinazioni, neonatologi: “Vaccini importanti e necessari”

L’ultimo allarme scattato in Italia riguarda il morbillo, con oltre mille casi segnalati dall’inizio dell’anno. Il calo delle vaccinazioni e le campagne antivax destano da tempo la preoccupazione di istituzioni e società scientifiche, che si stanno mobilitando perché sia recuperata la fiducia delle famiglie nei confronti dei vaccini e della loro efficacia. Ora sono scesi in prima linea anche i neonatologi, con una campagna di comunicazione attuata dagli stessi medici. “Non si può e non si deve mettere in discussione l’importanza e la necessità delle vaccinazioni”, dice la Società Italiana di Neonatologia.

vaccinoIn occasione della Settimana mondiale delle vaccinazioni, che si svolgerà dal 24 al 30 aprile, la SIN sarà attiva con una campagna di comunicazione attuata dagli stessi neonatologi, “per contrastare la disinformazione sulle vaccinazioni obbligatorie”, spiega la Società, che ribadisce l’importanza di far vaccinare i bambini con una nota stampa molto dura. “La decisione di non vaccinare i bambini o la vaccinazione selettiva esercitata da un numero crescente di genitori e la conseguente recrudescenza di alcune malattie ormai debellate, vanificano gli sforzi dei neonatologi di diminuire la mortalità e le patologie dei neonati, esponendoli ad un forte rischio di salute personale da un lato e sociale dall’altro”, dicono i neonatologi. Per la Settimana mondiale delle vaccinazioni la SIN ha deciso di demandare direttamente ai neonatologi iscritti alla Società scientifica la campagna di comunicazione. “Nel massimo rispetto della libertà individuale dei medici e delle scelte dei genitori, ogni neonatologo iscritto alla SIN s’impegnerà personalmente ad informare i genitori sui rischi derivanti dalla mancata vaccinazione”, dice la sigla rivendicando che l’iniziativa si pone in linea con le indicazioni del nuovo Piano di Prevenzione Vaccinale 2017-2019.

La Settimana mondiale delle vaccinazioni ha l’obiettivo di promuovere l’uso dei vaccini a protezione della salute delle persone: l’immunizzazione salva milioni di vite – ricorda l’Organizzazione mondiale della Sanità – ed è ampiamente riconosciuta come uno degli interventi sanitari più riusciti. Oggi nel mondo si contano ancora 19,4 milioni di bambini che non sono vaccinati o sono sotto-vaccinati. “I vaccini funzionano” (#VaccinesWork) è il tema della campagna lanciata quest’anno dall’Oms. E se questa è la situazione mondiale, in Italia ci si sta interrogando su come arginare il calo delle vaccinazioni.

Uno degli ultimi allarmi riguarda i casi di morbillo. A fine marzo l’Ufficio regionale europeo dell’Oms ha evidenziato che il morbillo continua a diffondersi all’interno e fra i paesi europei e ha il potenziale di poter causare grandi epidemie ovunque la copertura vaccinale sia scesa sotto la soglia del 95%. L’Italia è a rischio perché ha uno dei focolai più grandi di morbillo. E la situazione preoccupa i neonatologi. “Non si può e non si deve mettere in discussione l’importanza e la necessità delle vaccinazioni per il bene del singolo e della comunità – ha detto il Presidente della SIN, Mauro Stronati – Se un numero consistente di genitori opterà per non vaccinare il proprio bambino verrà meno l’effetto gregge, cioè la protezione derivante dalle vaccinazioni collettive, che finora ha rappresentato una garanzia anche per quei pochi bambini non vaccinati”.

L’Italia dall’inizio del 2017 ha registrato un forte aumento di casi di morbillo con oltre 1000 persone contagiate, mentre in tutto il 2016 erano stati 844: nel 33% dei casi si è avuta almeno una complicanza, nel 41% un ricovero e nel 14% un accesso al Pronto Soccorso, e il 90% di tutti i colpiti non era vaccinato. “Inoltre – affermano dalla SIN – siamo a conoscenza di lattanti che hanno contratto la meningite da Haemophilus influenzae di tipo b (Hib), malattia prevenibile con la vaccinazione, e che ora portano con sé le sequele neurologiche incluso un ritardo mentale, come effetto della scelta dei loro genitori; o di adolescenti non vaccinati che hanno contratto la poliomielite e vivono ora le conseguenze della paralisi neurologica”. La vaccinazione, spiega ancora la SIN, è particolarmente raccomandata ai neonati pretermine (in aumento negli ultimi anni), che, a causa delle complicanze della prematurità, risultano maggiormente esposti alle conseguenze dannose delle patologie infettive prevenibili dalle vaccinazioni.

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