Si è dimessa il ministro Federica Guidi

Si è dimessa il Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Travolta da un’intercettazione nella quale assicurava al suo compagno il passaggio di un emendamento alla legge di Stabilità che poteva favorire le attività imprenditoriali del partner, ieri sera il Ministro ha rassegnato le dimissioni. Tutto è partito dall’inchiesta della procura di Potenza sulla gestione dei rifiuti del Centro Oli dell’Eni di Viggiano (Potenza) in Basilicata, da cui a sua volta è partito un filone di inchiesta sull’impianto Tempa Rossa della Total.

L’indagine si sta svolgendo infatti su due filoni,  che riguardano da un lato le emissioni in atmosfera e lo smaltimento dei rifiuti del Centro Olio di Viggiano e dall’altro le opere per la realizzazione del Centro Olio “Tempa Rossa” della Total, nell’area di Corleto Perticara (Potenza). In questo secondo filone rientra l’intercettazione del 2014 che ha portato alle dimissioni del Ministro, accusata di conflitto di interessi per aver annunciato al suo compagno l’imminente approvazione di un emendamento che il Governo stava per inserire nella Legge di Stabilità sui lavori per il centro oli Total a Tempa Rossa. Intervento che avrebbe proprio avvantaggiato l’attività del compagno. Le dimissioni, come detto, sono arrivate ieri sera. Annunciate anche da una lettera in cui il ministro Guidi ha scritto al premier Matteo Renzi: “Caro Matteo sono assolutamente certa della mia buona fede e della correttezza del mio operato. Credo tuttavia necessario, per una questione di opportunità politica, rassegnare le mie dimissioni da incarico di ministro. Sono stati due anni di splendido lavoro insieme. Continuerò come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese”. “Procederò nei prossimi giorni a proporre il tuo successore al capo dello Stato”, ha assicurato il presidente del Consiglio, che per ora ha assunto l’interim del Ministero.

Comments are closed.