Sigarette elettroniche, spunta ipotesi accisa

Dopo tanto parlare, spunta l’ipotesi di una tassa sulle sigarette elettroniche. L’emendamento potrebbe essere inserito nel decreto che sblocca i debiti della PA e dovrebbe prevedere un’accisa da applicare su prodotti contenenti nicotina o sostanze sostitutive del consumo di tabacco. La discussione ora si concentra sulla quantità di nicotina presente in questi prodotti (se è assimilabile a quella delle sigarette “normali) e sull’uso terapeutico attribuito loro. Su tali punti dovrà intervenire il Ministero della Salute.

“Se si deciderà di tassare le sigarette elettroniche bisognerà però anche pensare ad una seria regolamentazione del settore” altrimenti “continueremo ad assistere all’arrivo di container dalla Cina con la contestuale apertura di esercizi non controllati”. Lo ha detto in una intervista al Mattino Filippo Riccio uno dei fondatori della “Smooke”, la prima in Europa ad aprire un punto vendita di sigarette elettroniche, in Italia con con 270 negozi e migliaia di dipendenti.

Proprio la settimana scorsa i tabaccai hanno chiesto di bloccare la vendita delle sigarette elettroniche, visto che l’incertezza dell’applicazione delle leggi sta portando un danno al Fisco di 1 miliardo di euro e mette in crisi  una categoria già provata dal contrabbando.

Arrivano già i primi pareri “medici” all’ipotesi di una tassazione sulle sigarette elettroniche. Secondo il prof. Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’istituto tumori di Aviano, “è sbagliato tassare le sigarette elettroniche” facendo “così in modo che meno persone le utilizzino”; “con esse, infatti, si diminuisce l’introduzione delle sostanze cancerogene dovute alla combustione delle sigarette tradizionali e che sono alla base delle malattie ben note”. “Non va dimenticato – precisa Tirelli – che il fumo rappresenta il più grande problema sanitario di oggi e dei prossimi 20 anni sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Un terzo dei tumori è dovuto alle sigarette che sono la principale causa di cancro prevenibile. Solo in Italia vi sono 37.000 nuovi casi di tumore del polmone, circa il 90% dei quali sono dovuti al fumo di sigaretta con 30.000 morti l’anno. Il fatto che vi sia un calo della vendita di tabacco dovrebbe essere accolto con grande favore e non invece far pensare ai minori introiti per le tasse”.

Anche perché – ricorda il prof. – le malattie associate al fumo fanno spendere allo stato italiano sicuramente molti più soldi per le malattie correlate di quanto ne possa ricavare dalle tasse. “Anche se non esiste ancora un dato sulla sicurezza assoluta delle sigarette elettroniche è ovvio che senza sostanze cancerogene le sigarette elettroniche sono certamente meno dannose che le sigarette tradizionali. Il fatto che gli aromi contenuti nelle sigarette elettroniche non siano del tutto testati nel lungo periodo va di pari passo col fatto che oltre le 70 sostanze cancerogene certificate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità presenti nel fumo di sigaretta tradizionale contengono migliaia di sostanze chimiche che possono portare comunque danni all’apparato respiratorio senza eventualmente provocare il cancro. Le sigarette elettroniche hanno tutte le potenzialità per essere molto meno dannose per l’organismo del fumatore e pertanto non dovrebbero essere introdotte tasse per scoraggiarne l’impiego. È evidente che il percorso di disassuefazione dalla nicotina che è una sostanza stupefacente deve tener conto non solo dei centri di antifumo dei dispositivi rilascianti nicotina come la sigaretta elettroniche ma soprattutto della volontà di voler smettere. Nel frattempo coloro che sono forti fumatori e fumano per esempio 30 sigarette al giorno se ne fumano 5 al giorno perché utilizzano la sigaretta elettronica hanno un grande vantaggio per la loro salute”.

4 Commenti a “Sigarette elettroniche, spunta ipotesi accisa”

  1. Luke Dunn ha detto:

    Per rispondere a questa domanda, i ricercatori dell’Università della California hanno valutato cinque marchi di sigarette elettroniche e hanno trovato difetti di progettazione, la mancanza di un’adeguata etichettatura, e diversi difetti circa il controllo della qualità. Essi concludono che le sigarette elettroniche sono potenzialmente dannose e vogliono sollecitare le autorità a prendere in considerazione la rimozione delle sigarette elettroniche dal mercato finché la loro sicurezza non sarà adeguatamente valutata.

  2. paolo ha detto:

    Questa volta lo stato ha dovuto calare le corna.ma il disgusto piu totale l’ho provato quando un mio amico titolare di una rivendita tabacchi mi ha fatto accomodare fuori perche avevo la e-sig in mano.e’ proprio vero di fronte ai soldi…io ho smesso.le mie prestazioni fisiche sono gia aumentate in modo considerevole..forza..la e-sig funziona..alla faccia del mio ( amico )

  3. Giorgio ha detto:

    Pare a tanti incredibile che certi “Mostri commerciali” si rivoltino con tanta veemenza verso questa nuova realtà che, se ben utilizzata, può portare un fumatore, anche incallito, ad abbandonare il vizio del fumo.
    Come, però, avevo già stimato, il rinnovato rispetto per la propria salute e la volontà di vivere una vecchiaia serena, provoca un danno veramente significativo ai “Signori del Tabacco” ……………….fierse è un bene che si sappia agire così senza nessun tentennamento

  4. Egidio Cane ha detto:

    Vergognoso.
    Finalmente spunta un prodotto che può salvare la vita a parecchie persone oggi dipendenti da nicotina per lo meno risparmiando loro l’assunzione di catrame e affini dovuti a combustione (la sigaretta elettronica è un vaporizzatore, non brucia nulla), e questi “Signori” invece pensano solo alle loro tasche. Davvero rivoltante. Come rivoltante è stata la campagna contro-sigaretta elettronica che si è vista portata avanti dai massimi esponenti del governo arrivando a proibirle ai minori (che si sà… mica fumano… mica sono dipendenti dal tabacco) arrivando a dire sciocchezze del tipo “siccome non sappiamo se fa male allora proibiamola a prescindere” senza contare che invece della sigaretta normale sappiamo più che bene che fa male ma secondo loro è meglio che i ragazzi si fumino sigarette normali che elettroniche e solo perché le prime portano loro soldi in tasca mentre le seconde no.
    Rivoltante.