Sorbitolo killer, l’autopsia rileva: era nitrito di sodio

Ci sono delle novità sulla vicenda della donna morta in un centro medico di Barletta – che si è scoperto non essere autorizzato – dopo aver effettuato un test per le intolleranze alimentare. L’autopsia effettuata sul corpo della donna ha, infatti, rilevato che a provocare l’arresto cardiaco mortale sarebbe stato non il sorbitolo, così come si è pensato in un primo momento, ma il nitrito di sodio, un conservante autorizzato solo per la conservazione della carne. Il responsabile del centro – è questa l’ipotesi più accreditata – avrebbe acquistato sul sito di e-commerce, ebay, nitrito di sodio convinto che fosse sorbitolo. Il breath test al sorbitolo – cui si è sottoposta la vittima sabato scorso – consente, attraverso l’ingestione di pochi grammi di sorbitolo sciolti in un paio di bicchieri d’acqua, una prima diagnosi di celiachia o di altre patologie che causano malassorbimento.

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha chiarito ieri che non c’è nessun ‘allarme sorbitolo’: la sostanza è un dolcificante ed, infatti, è presente nelle alghe rosse e in molte bacche e frutti come mele, pere, susine, ciliegie e sorbe da cui prende il nome. Ma anche in diverse bevande e alimenti.

 L’uso principale di nitrito di sodio, invece,  è per la produzione industriale di composti organici. Come additivo alimentare, impedisce la crescita del Clostridium botulinum, il batterio che causa botulismo. Si altera anche il colore e serve per controllare la bontà di conserve di pesci e carni. Nell’Unione Europea può essere usato solo come miscela con sale contenente al massimo 0,6% di sodio nitrito. Mentre questa sostanza chimica impedisce la crescita di batteri, può essere tossica in quantità elevate per gli animali, e ovviamente per gli esseri umani.

Quel che resta è il problema relativo alla facilità di reperimento di farmaci contraffati su internet e i controlli sulle strutture private. Sul primo, un’indagine di qualche tempo fa realizzata da Altroconsumo aveva già permesso di portare alla luce il fenomeno in costante crescita. L’Associazione aveva fatto analizzare i farmaci acquistati (con estrema facilità seppur non consentito dalla legge) e ne era emersa la scarsa qualità dei prodotti, a volte anche tossici. Anche il CTCU condivide la pericolosità di acquistare farmaci online.

Per questi motivi, il Codacons chiede di oscurare i siti internet che consentono queste vendite illegali con la stessa procedura seguita per i siti pedopornografici. La rete, si sa, non conosce confini e la sua dimensione globale rende difficile qualsiasi attività di controllo e di repressione. Per questo i provider devono filtrare i siti inseriti nella black list, indicando all’utente lo stop alla navigazione.

Per quanto riguarda i controlli sulle strutture mediche private,  il Ministero della Salute ha sottolineato che i Carabinieri del Nas costantemente effettuano controlli volti alla sicurezza dei cittadini e al rispetto delle normative che governano il Sistema sanitario nazionale. Nel corso del 2011 i Carabinieri dei NAS hanno effettuato In Italia  2199 ispezioni presso studi ed ambulatori medici, nonché 117 controlli presso laboratori di analisi, riscontrando un totale di 2644 violazioni alle normative di settore (di cui 2350 penali e 294 amministrative). Le violazioni hanno riguardato l’autorizzazione e l’igiene della struttura, le condizioni di sicurezza, la regolarità della detenzione e conservazione dei farmaci, la legittimità dell’attività sanitaria.

Le infrazioni accertate hanno portato alla segnalazione di 1235 persone, di cui 989 sono state denunciate alle  Procure della Repubblica e 15 tratte in arresto.

Sono stati sequestrati 141 strutture: 5 laboratori di analisi; 45  studi medici; 91 gabinetti odontoiatrici abusivi. Denunciate 313 persone. 111 strutture sono state sequestrate nel Sud d’Italia, 27 nel Centro e 3 nel Nord Italia.

Ma non basta solo il contrastro dei Nas, secondo Federconsumatori il Governo deve intervenire in maniera decisa: “Il Governo fa bene a sollecitare i cittadini a diffidare dei prezzi stracciati e delle promesse di internet. Ma non basta, deve dare un segnale chiaro in difesa della salute dei cittadini con risposte efficaci contro gli abusi e con programmi che impegnino le istituzioni e qualifichino il Servizio Sanitario Nazionale” si legge in una nota dell’Associazione.

 

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