Spiagge, CGUE boccia proroga concessioni Italia

Le concessioni demaniali delle spiagge vanno messe all’asta. Lo scrive la Corte di Giustizia dell’Unione Europea nella sentenza odierna che boccia la proroga automatica decisa dall’Italia per le concessioni demaniali marittime e lacustri fino al 31 dicembre 2020. Secondo la Corte tale proroga automatica “impedisce di effettuare una selezione imparziale e trasparente dei candidati”. “Da anni denunciamo l’anomalia tutta italiana delle concessioni senza controlli e limiti di tempo e il fatto che sui litorali italiani siano stati compiuti diversi abusi edilizi” commenta Legambiente.

La sentenza europea non lascia più spazio a nessuna possibilità di rinvio e, sulla questione demanio, è ora urgente e fondamentale che l’Italia dia il via ad una riforma che punti su trasparenza, legalità e libero e gratuito accesso e transito al mare – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente. Servono regole chiare per garantire che almeno il 50% delle spiagge siano libere e nuovi criteri per gare pubbliche che premino coloro che rispettano l’ambiente, puntando su un turismo di qualità e sostenibile. Solo così si potrà porre fine a questo far west selvaggio che non fa bene al Paese, ripristinare la legalità e la trasparenza in questo settore e restituire ai cittadini una parte di mare troppo spesso negato. Siamo pronti ad aprire un confronto con gli operatori balneari per individuare regole che, oltre a premiare le imprese che investono su qualità e sostenibilità, valorizzino quelle a conduzione familiare” conclude Zanchini.

“Ci auguriamo che dopo questa sentenza si faccia finalmente chiarezza sulle concessioni balneari e si dia spazio a investimenti, seri e lungimiranti, nel settore, che ne ha fortemente bisogno – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – tutelando sia i consumatori, che potrebbero beneficiare di servizi qualitativamente migliori e a prezzi equi, sia le migliaia di lavoratori, stagionali e non. Anche quest’anno, ad esempio, abbiamo registrato un rialzo, seppure contenuto (pari al 2,4%), dei costi, anche se i servizi offerti non offrono, in molti casi, livelli di qualità che giustificano tali rincari. Gli stabilimenti balneari, a nostro avviso, possono diventare il primo baluardo per la tutela dell’ambiente costiero e marittimo ed essere il giusto viatico per il rilancio del turismo, sia balneare che culturale, e dell’economia blu, legata al mare. Crediamo che possa essere avviata una sinergia tra turismo prettamente balneare e turismo culturale, collegando le meraviglie naturali delle coste alla grande ricchezza culturale e storica dell’entroterra, prevedendo percorsi e iniziative congiunte al fine di rinnovare e rilanciare l’intero settore turistico. Inoltre – conclude Tascini – sarebbe opportuno mantenere aperta la stagione balneare anche dopo la fine dell’estate, in particolare nelle Regioni più favorite dal clima. I prezzi più bassi nei periodi classicamente fuori stagione possono costituire un incentivo in più per le famiglie”.

“I cittadini non trovano affatto giusto che le nostre coste vengano “regalate”, a  canoni irrisori, a gestori che, in molti casi, propongono listini da capogiro –  commentano Federconsumatori e Adusbef – Per questo è necessario un serio riordino dell’intero settore, che preveda due criteri fondamentali. In primo luogo una spinta all’abbattimento dei costi troppo elevati dei servizi, seguita dall’imposizione di criteri più rigidi, sanzioni più severe e maggiori controlli sulle strutture, spesso ai limiti della legalità, presenti sulle nostre spiagge. Non è più tollerabile imbattersi in strutture che deturpano gravemente un patrimonio inestimabile che appartiene a tutti noi”.

2 Commenti a “Spiagge, CGUE boccia proroga concessioni Italia”

  1. NINO ha detto:

    Le coste piu’ belle d’Europa sono diventate appannaggio esclusivo di gestori spregiudicati ed ingordi. Pagano pochissimo per essere,in pratica,proprietari (altro che concessionari demaniali) di grandi parti di costa ed il ” libero accesso alla spiaggia” è una presa in giro che limita l’ultilizzo del mare ad una striscia di battigia pressocchè non fruibile perchè vengono occupati da ombrelloni e lettini del gestore che non ti permette neanche di mettere un asciugamano sulla sabbia. per esempio ad OSTIA LIDO (il famoso mare di Roma) è riservato e CHIUSO anche alla vista del mare il lungomare è diventato un LUNGOMURO con costruzioni a due piani in pratica il mare lo puoi SOLO IMMAGINARE. L’assobalneare di Ostia è diventato l’Ente più “protetto” dai politici locali che fa ciò che vuole in dispregio delle Leggi sull’edilizia e costruendo ciò che vuole. Non ci saràun pò di corruzzione fra le parti? Aspettiamo un intervento del nuovo sindaco/a per mettere fine a questo scempio e rendere aperte le spiagge a TUTTI I CITTADINI ITALIANI (non solo romani).

  2. Sir Etis ha detto:

    speriamo che funzioni qualcosa anche al di là delle spiagge…….. IL MARE PULITO…!!!!!