Tares, associazioni al Ministro Saccomanni: no maggiorazione per metro quadro

Gli italiani stanno tornando dalle vacanze e si ritrovano con gli stessi nodi con cui sono partiti. In particolare, a preoccupare le famiglie è la questione tasse: tra Imu, aumento dell’Iva e Tares, non si è ancora capito quanto e quando bisognerà pagare. In attesa del Consiglio dei Ministri che mercoledì 28 agosto dovrebbe arrivare ad una decisione definitiva sull’Imu, alcune associazioni hanno scritto al Ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni a proposito della tassa sui rifiuti. “Introdurre premialità per cittadini e aziende virtuose ed eliminare maggiorazione per metro quadro” la proposta delle associazioni.

“Inserire chiari ed efficaci sistemi premianti per i comportamenti virtuosi di cittadini e aziende, facendo pagare meno chi produce meno rifiuti indifferenziati nel rispetto del principio comunitario del “chi inquina paga”; liberare il tributo sui rifiuti dalla copertura dei costi dei “servizi indivisibili”, eliminando la maggiorazione di 0,30 euro per metro quadro, perché non correlati in alcun modo alla produzione dei rifiuti e all’esigenza di responsabilizzare i comportamenti individuali applicando criteri meritocratici”. Ecco in sintesi le richieste espresse nella lettera aperta inviata da Legambiente insieme alle associazioni di produttori Confapi, Aiab, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, al Ministro Saccomanni e per conoscenza al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, al Ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio e al Ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo.

“Le nostre associazioni – si legge nella lettera al ministro – sono preoccupate perché fino ad oggi la discussione si è concentrata molto sulla modifica dell’imposta sulla casa e poco sulla Tares, che nella versione attuale rischia di essere un nuovo pesante aggravio per tutte le utenze che producono rifiuti, senza prevedere alcun principio di premialità per i comportamenti virtuosi, anche perché comprende la copertura dei costi dei cosiddetti “servizi indivisibili” che poco hanno a che fare con la gestione dei rifiuti”.

L’auspicio dei firmatari è che la modifica della Tares possa incidere sui comportamenti individuali, premiando quelli virtuosi attraverso criteri meritocratici, eliminando i tributi non correlati alla produzione dei rifiuti o all’esigenza di responsabilizzare i comportamenti.

Oggi in Italia sono pochi gli enti locali che fanno pagare in base alle quantità di rifiuti effettivamente prodotta grazie alla tariffazione puntuale, con risultati importanti sulla prevenzione, sull’avvio a riciclaggio e sulla riduzione delle quantità di rifiuti avviate a smaltimento. Eppure, sarebbe possibile affrontare concretamente la sfida della riduzione dei rifiuti, come è riuscita a fare ad esempio la Germania, utilizzando una equa leva economica, introducendo un criterio di giustizia e sostenibilità ambientale e alleggerendo la pressione fiscale sui più virtuosi, a partire dalla riforma del nuovo tributo sui rifiuti.

“Solo in questo modo – si chiude la lettera firmata dai presidente delle associazioni – si contribuirà davvero a liberare l’Italia dal problema rifiuti, facendo entrare il nostro Paese a pieno titolo in quella ‘società europea del riciclaggio’ alla base nella nuova direttiva di settore”.

2 Commenti a “Tares, associazioni al Ministro Saccomanni: no maggiorazione per metro quadro”

  1. costante ha detto:

    Non aveva detto questo governo che tutti i nuovi provvedimenti dovevano seguire criteri di giustizia ed equita’? E invece continua a coprire costi ingiusti, sprechi e riflessi della mala burocrazia clientelare ed autoreferenziale. Ma cosa li paghiamoa fare per legiferare in questo modo?

  2. NINO ha detto:

    Francamente non ho capito che si farebbe ad attuare un sistema meritocratico “chi produce meno rifiuti paga meno” però critco il “metodo” di Saccomanno che la sua idea la sviluppa sempre in direzione di chi si è fatto la casa stringendo la cinghia invece di aumentare le tasse su chi si è fatto altre 10 case non stringendo la cinghia ma con l’evasione fiscale,la corruzione e simili.Più picchia sulla massa e più l’economia andrà ramenga perché i consumi continueranno a calare con l’aggravio del PIL verso il totale disfacimento…ma tanto a lui non interessano le riforme radicali gli interessano solo i risultati a distanza di naso oltre non sa andare.