Tariffa bioraria, CTCU: è un bluff

Ormai è certo: le tariffe biorarie non portano risparmi considerevoli in bolletta. Almeno è questo il giudizio del CTCU che ha analizzato il profilo di un cliente elettrico (domestico) di Bolzano con un consumo annuo di 2700 kWh (potenza 3 kW): spostando il suo consumo nelle fasce notturne e festive dal 66% all’80% il suo risparmio sarà pari a 3,99 euro all’anno. Chi riesce a spostare il 90% dei consumi, risparmia invece 6,96 euro, con una spesa annua (incluse imposte) di 504,32 euro, invece che di 511,28 euro. Questi importi non incentivano certo l’uso di lavatrici, lavastoviglie e compagnia bella nelle ore notturne o nei fine settimana. “Le tariffe variabili a seconda della fascia di consumo non portano ad alcun risparmio. Se consideriamo il massiccio apporto di energia da fonti rinnovabili nelle ore diurne, un consumo maggiore nelle ore diurne può contribuire a maggiori vantaggi anche per l’ambiente. Anche le tariffe per i clienti finali potrebbero dunque essere abbassate nelle ore diurne, grazie alla corrente ecologica, più economica, a disposizione” commenta il Direttore del Centro Tutela Consumatori Utenti, Walther Andreaus. Eppure l’idea in sé era buona: tariffe variabili a secondo della fascia oraria di consumo, pensate per incentivare il risparmio energetico ed un migliore controllo del consumo energetico. Tra l’altro nelle fasce orarie “di basso carico” i produttori di energia vendono la corrente a prezzi minori e questi prezzi minori avrebbero dovuto quindi essere girati ai clienti finali. Ma così non è stato.

“Gli utenti del servizio elettrico non si devono perciò affannare a spostare i consumi nelle fasce, ritenute a torto, “più convenienti”: i risparmi sono allo stato attuale davvero irrisori. Le tariffe notturne potrebbero venir tranquillamente abolite. Andrebbero invece introdotte tariffe più economiche per i clienti finali partendo dai risparmi di spesa derivanti dalla “corrente verde”. Del resto si ricorda che sono proprio i clienti finali a pagare lautamente, con la bolletta stessa, gli incentivi per la produzione di corrente da ‘fonti rinnovabili’” conclude il CTCU.

Comments are closed.