Tasi, Federconsumatori: rischio che sia più cara dell’Imu

Se i Comuni scaricheranno metà del possibile aumento dell’aliquota dello 0,8 per mille sulle prime case, queste pagheranno una media di 284,78 euro contro i 281 euro dell’Imu 2012 (con un’aliquota del 2,9 per mille e l’ipotesi di 100 euro di detrazioni). Con queste premesse, il rischio che la nuova TASI (l’imposta sui servizi indivisibili) sarà più cara della vecchia IMU è quasi certezza. A fare i conti ci ha pensato il C.R.E.E.F. – Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione della Federconsumatori.La ricerca è stata effettuata analizzando l’impatto della nuova imposta per le prime e le seconde case nelle 105 città capoluogo in Italia. Un ruolo di primo piano spetta ai Comuni che dovranno decidere aliquote e detrazioni, così come stabilito dal Decreto Legge n. 16 del 6/3/2014: tre i possibili scenari. Il comune può, infatti, decidere di scaricare il peso dell’aumento dell’aliquota necessario a finanziare le detrazioni sulle prime case (portando il prelievo fino al 3,3‰); oppure, comune può decidere di caricare la maggiorazione dell’aliquota sulle seconde case (innalzando il tetto massimo all’11,4‰); infine il comune può decidere un aumento pro quota, in parte sulle prime case e in parte sulle seconde.

La richiesta di Federconsumatori ai Comuni è di non  scaricare, nemmeno in parte, il peso del possibile aumento dello 0,8‰ dell’aliquota utile allo stanziamento delle detrazioni: ciò consentirà un risparmio di 50 euro anche supponendo che le maggiori città (105 capoluoghi) decidano di applicare l’aliquota del 2,5‰.

Nell’ipotesi, invece, che il costo delle detrazioni venga spalmato “per metà” sulle prime case, (con aliquota 2,9 per mille) l’impatto della TASI 2014 sarà di 284,78 Euro (dato medio nazionale, sempre comprensivo della detrazione di 100 Euro), a fronte di 281 Euro pagati per l’IMU 2012.

Diverso il discorso per le seconde case.  Con molta probabilità le amministrazioni comunali finanzieranno le detrazioni aumentando le aliquote sulle seconde case. Con un aumento dello 0,8‰, il tetto massimo delle aliquote sulla seconda casa si potrà innalzare così fino all’11,4‰ (IMU + TASI). Punta massima che potrà essere raggiunta in ben 52 dei 105 capoluoghi italiani.

Un commento a “Tasi, Federconsumatori: rischio che sia più cara dell’Imu”

  1. Costante ha detto:

    Ma i servizi indivisibili erano e sono già compresi nell’aliquota fissa di ogni servizio.!!!!!!!!!
    Ci continuano a prendere in giro e a dissanguarci per continuare a mantenere tutto il personale inutile e gli sprechi attuati per ragioni politiche che in soldoni si chiamano VERACE “voto di scambio”: ‘io ti faccio assumere nelle municipalizzate e tu mi sarai grato (a vita) col voto’.
    Per forza che ci vogliono convincere che non si può privatizzare “l’acqua”, che è una balla perché l’acqua non sarà mai privatizzata, ma è il carrozzone politico mangiasoldi di gestione dei servizi idrici che va privatizzato, altrimenti si continua nella menzogna e nello spreco dei NOSTRI soldi sudati con lavoro produttivo, regalati invece ai parassiti.